Sono arrivato a questo romanzo un po’ per caso: nell’ampia sezione dedicata all’autore di una biblioteca del mio quartiere, che ho scoperto da poco passeggiando con il piccolo.
Pérez-Reverte è stato il mio scrittore preferito durante l’adolescenza.
L’ho lasciato da parte all’ennesima uscita di Alatriste, saga che ho sempre considerato minore rispetto ai suoi romanzi “seri”.
Il fatto è che l’anno scorso, durante i lunghi periodi di lettura dovuti alla gravidanza difficile che abbiamo vissuto, sono tornato a lui.
E sono arrivati, uno dopo l’altro:
- Sidi.
- La trilogia (allora) di Falcó.
- Linea di fuoco.
E non ricordo se anche qualche altro.
Mi sono riagganciato alla sua opera e, vedendo ciò che la biblioteca offriva, ho scelto Il problema finale.
Pérez-Reverte che rendeva omaggio al mio amato Sherlock Holmes prometteva di essere insuperabile.
Non lo è stato.
Ma il romanzo successivo che ho preso in prestito —questo— sì, lo è stato.
Grande scelta.
Ti spiego perché.
Índice de Contenidos del Artículo
- Di cosa parla il romanzo
- Quello che mi è piaciuto
- Quello che non mi ha entusiasmato
- Conclusione
- Scheda tecnica
- Domande frequenti
- Di cosa parla Il tango della Vecchia Guardia?
- È un romanzo rosa?
- È migliore di Il problema finale?
- È uno dei migliori romanzi di Pérez-Reverte?
- Assomiglia alla saga di Falcó o ad Alatriste?
- È un romanzo d’azione?
- È consigliabile se non ho mai letto Pérez-Reverte?
- È un romanzo difficile da leggere?
- Che ruolo hanno gli scacchi nel romanzo?
- Vale la pena leggere Il tango della Vecchia Guardia?
Di cosa parla il romanzo
Be’, è difficile spiegarlo senza fare spoiler, ma proviamoci.
Diciamo che si sovrappongono due linee temporali con gli stessi protagonisti. E le sezioni di ogni capitolo alternano l’una e l’altra.
Comincia con la storia nel presente, dove Max —il protagonista maschile, di cui il romanzo segue il punto di vista— ha ormai una certa età quando, con sua sorpresa, vede un giorno Mecha, una vecchia conoscenza e protagonista femminile dell’opera.
Da qui, la linea temporale del presente procede tra ricordi, cose che avrebbero potuto essere e non sono state, e partite di scacchi che decideranno il campione del mondo.
Intrecciata a questa, la linea temporale del passato racconta come Max e Mecha si sono conosciuti, come si sono separati e come si sono ritrovati qualche anno dopo.
È qui, tra bicchieri, lusso e balli, che per contrasto si osserva il peso del tempo e le diverse visioni della vita che si hanno nella giovinezza, nella piena maturità e nella —quasi— vecchiaia.
Come vedi, non ti racconto molto. Fondamentalmente perché non voglio farti neanche uno spoiler. Voglio che tu ti goda i finali di ogni capitolo come li ho goduti io.
Detto questo, non pensare che ci troviamo davanti a una storia di relazioni in cui le situazioni siano secondarie.
Per niente.
Qui c’è azione. Ed eventi di varia portata che si susseguono senza sosta.
Ma voglio che li scopra tu.
Quello che mi è piaciuto
Tutto.
Il ritmo.
I dialoghi.
La profondità dei personaggi.
Le situazioni.
I finali di ogni capitolo.
Le descrizioni, che ti mettono al centro di ciascuno scenario. E fanno venire più voglia di visitarli di qualsiasi reel di Instagram.
Persino le introduzioni alla storia del tango e, in misura minore, gli appunti scacchistici.
Direi che la cosa più notevole è la fusione di molti temi nell’opera, dove ogni ingrediente (amore, lusso, ballo, scacchi, luoghi, personaggi, differenze sociali, desideri, ambizioni…) viene aggiunto nella misura giusta.
Tutto è al suo posto. Ed è questo che fa sì che il libro ti catturi e tu non voglia smettere di leggerlo.
Era da tempo che un libro non mi prendeva così.
Quello che non mi ha entusiasmato
Forse il fatto che nei protagonisti ci sia qualcosa che ho già visto in altri libri dello scrittore di Cartagena.
Lui è molto bello.
Come Falcó.
Come padre Quart (da La pelle del tamburo)).
Come l’Italiano.
E se la cava bene nelle situazioni complicate.
Come Falcó.
Come il Capitano Alatriste.
Come l’Italiano.
E di Mecha potremmo dire più o meno lo stesso, dato che ci sono sue sfaccettature che ci ricorderanno questa o quella protagonista di qualche opera precedente dell’autore.
È chiaro che lo scrittore ha un archetipo di protagonisti che, in misura maggiore o minore, accomuna la maggior parte dei suoi protagonisti.
E tuttavia, in quest’opera Pérez-Reverte riesce a dare a Max e a Mecha una patina diversa. Uno strato di profondità e complessità maggiore del solito.
In un certo senso mi ha sorpreso. Perché non me lo aspettavo, né è necessario perché l’opera funzioni come funziona. Ma aggiunge, eccome se aggiunge. E contrasta con il romanzo Il problema finale.
Conclusione
Mi è piaciuto moltissimo. Mi ha dato le stesse sensazioni dei suoi libri migliori. E non è facile, perché non ci sono poi tante opere che ci riescano.
Mi ricorda perché mi piace tanto leggere, cosa che i libri di John le Carré e di Kafka che ho letto ultimamente non sono riusciti a fare. Neanche lontanamente.
Lo scrittore di Cartagena diceva di considerarlo la sua opera migliore.
Io non mi spingerò tanto in là, ma sì, è tra le migliori.
Considerando che è un autore che ha scritto più di 30 libri e che non ne ha nessuno brutto, fatti un’idea del livello.
Inoltre, voglio aggiungere una sfumatura.
Queste ultime opere di Pérez-Reverte che sto leggendo sembrano scritte da un autore più maturo. Più disincantato (ancora). Più pacato.
Non è più tutto energia e volontà dei protagonisti.
C’è di più.
E questo stile, più posato, si riflette nella sua scrittura. E, cosa ancora migliore: si adatta al mio io attuale nello stesso modo in cui lo stile precedente si adattava alla mia adolescenza.
Perciò, se ti piace anche solo un po’ lo stile dei suoi romanzi —decisamente lontano da quello delle sue colonne d’opinione—, ti divertirai da morire.
Poco altro da aggiungere. Anzi sì: vado a controllare se il romanzo I cani di strada non ballano è bello quanto questo.
Te lo racconterò.
Scheda tecnica
| Campo | Dato |
|---|---|
| Titolo | Il tango della Vecchia Guardia |
| Autore | Arturo Pérez-Reverte |
| Editore originale | Alfaguara |
| Editore dell’edizione tascabile | Debolsillo |
| Anno di pubblicazione originale | 2012 |
| Data di pubblicazione originale | 21 novembre 2012 |
| Data edizione Debolsillo | Maggio 2015 / 7 maggio 2015 |
| Pagine | 504 nell’edizione Alfaguara / 496 nell’edizione Debolsillo |
| Formato | Brossura in Alfaguara / tascabile in brossura in Debolsillo |
| Collana | Alfaguara / Best Seller in Debolsillo |
| Lingua originale | Spagnolo |
| Paese | Spagna |
| Genere | Letteratura contemporanea, romanzo storico, romanzo sentimentale, intrigo, avventura |
| Personaggi principali | Max Costa, Mecha Inzunza |
| Ambientazione | Buenos Aires nel 1928, Nizza durante gli anni della Guerra civile spagnola e Sorrento negli anni Sessanta |
| Temi principali | Amore, memoria, desiderio, ambizione, passare del tempo, tango, scacchi, spionaggio |
| ISBN edizione Alfaguara | 9788420413099 |
| ISBN edizione Debolsillo | 9788490626580 |
| Premessa | Max Costa e Mecha Inzunza si ritrovano lungo diversi decenni in una storia d’amore, intrighi e decisioni segnate dal tempo. |
Voto
Per chi è
✔️ Seguaci di Pérez-Reverte. Difficile che ti deluda.✔️ Chi cerca un romanzo agile, ben scritto e facile da leggere.
✔️ Lettori che cercano personaggi un po’ più complessi del solito nella narrativa commerciale.
Per chi non è
❌ Chi cerca qualcosa di più trascendente di un romanzo commerciale.❌ Lettori stanchi di Pérez-Reverte o a cui non piace il suo stile. Anche così, merita una possibilità.
Domande frequenti
Di cosa parla Il tango della Vecchia Guardia?
Il romanzo alterna due linee temporali con gli stessi protagonisti, Max e Mecha. Combina amore, ambizione, memoria, scacchi e il passare del tempo in diversi scenari europei del XX secolo.
È un romanzo rosa?
Non esattamente. C’è una storia d’amore centrale, ma non è un romanzo sentimentale convenzionale. È piuttosto una riflessione sul tempo, sulle decisioni e sulle seconde opportunità, con tensione, lusso e contesto storico.
È migliore di Il problema finale?
Secondo me sì. Ha più profondità emotiva e personaggi più complessi. Mentre Il problema finale funziona come omaggio, questo romanzo ha più identità propria.
È uno dei migliori romanzi di Pérez-Reverte?
Per molti lettori è nella loro top 3, soprattutto per chi preferisce il Pérez-Reverte più maturo e riflessivo a quello più avventuroso.
Assomiglia alla saga di Falcó o ad Alatriste?
Condivide l’archetipo classico dell’autore: un protagonista carismatico, elegante e risolutivo. Tuttavia, qui i personaggi hanno maggiore profondità psicologica ed evoluzione emotiva.
È un romanzo d’azione?
Ha azione e tensione narrativa, ma non è un romanzo frenetico. Il ritmo è elegante e contenuto, con più peso sull’atmosfera e sui dialoghi che sull’azione pura.
È consigliabile se non ho mai letto Pérez-Reverte?
Sì. Può essere un’ottima porta d’ingresso se cerchi un romanzo più introspettivo e meno bellico o storico.
È un romanzo difficile da leggere?
No. Lo stile è fluido e coinvolgente. Anche se ci sono riferimenti al tango e agli scacchi, non servono conoscenze precedenti per goderselo.
Che ruolo hanno gli scacchi nel romanzo?
Più che un elemento decorativo, gli scacchi funzionano come metafora del tempo, della strategia e delle decisioni vitali dei protagonisti.
Vale la pena leggere Il tango della Vecchia Guardia?
Se ti interessa una storia elegante, ben costruita e con personaggi complessi, soprattutto se ti riconosci nell’idea del passare del tempo e della maturità, sì, ne vale la pena.

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