L'email marketing mi sembra un canale curioso:
- Non richiede un grande investimento (anzi, direi il contrario).
- Non richiede grandi conoscenze tecniche.
- Si può applicare alla maggior parte dei progetti digitali.
- Richiede solo un piccolo sforzo da parte nostra nel pensare a ciò che può interessare al nostro pubblico e la routine di metterlo in pratica.
E, nonostante questo, si usa abbastanza poco.
Di certo non ha la fama di altri canali e ancora meno nell'e-commerce, dove Google Shopping, il remarketing e i social network monopolizzano sempre la conversazione.
Il punto è che è un canale super redditizio -più o meno lì, a contendersi il trono con la SEO– soprattutto se usi tutti i tipi di email a tua disposizione.
Li vediamo?
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Esempio di flusso di email per un e-commerce reale
Prima di iniziare, e per aiutarti a orientarti lungo la guida, ti lascio lo schema completo delle email di un e-commerce reale.

Credo che visualizzarlo possa aiutarti a capire più facilmente quelle che stai già applicando nel tuo negozio e quelle che potresti iniziare a usare.
Scaricalo in alta risoluzione qui:
Ora sì, iniziamo.
#1. Email transazionali
Se parliamo di commercio elettronico, quelle che io chiamo transazionali saranno le prime che ti verranno in mente.
Sono quelle che inviamo a ogni passaggio che ci avvicina a una transazione. Sarebbero quindi:
Email di registrazione e creazione account
È l'email che il cliente riceve nel momento in cui registra il suo account nel nostro negozio.
È il classico messaggio di benvenuto in cui ci presentiamo e cerchiamo di risultare simpatici al cliente. Possiamo aggiungere link alle sezioni più rilevanti del sito (novità, offerte, area cliente, ecc.)
In realtà, può darsi che questa sia la seconda email che l'utente riceve da noi se nel tuo e-commerce richiedi un doppio opt-in, perché la prima sarà un'email con un link per verificare l'iscrizione.
Com'è logico, se sul tuo sito hai abilitato l'acquisto come ospite, l'utente non la riceverà.
Pagamento effettuato correttamente
Quando il cliente paga il suo ordine, è normale mandargli una conferma che gli indichi che la transazione è stata eseguita correttamente, così da tranquillizzarlo.

Ordine effettuato correttamente ma non pagato
A seconda del metodo di pagamento, ci sono un paio di casi in cui l'ordine viene effettuato correttamente ma non viene pagato.
Mi riferisco al pagamento tramite bonifico bancario, al contrassegno e al pagamento al ritiro presso la sede.
Se hai disponibili queste forme di pagamento, l'email che riceverà il tuo cliente sarà diversa dalla precedente:
- Nel caso di bonifico bancario gli invieremo l'importo e i dati del conto su cui deve fare il versamento o il bonifico. Si può ripetere dopo qualche giorno, se il bonifico non è stato completato.
- Se si tratta di pagamento in contrassegno dovremo indicare al cliente le forme di pagamento accettate dal corriere.
- Se offriamo pagamento presso la nostra sede gli indicheremo anche che riceverà una nostra email quando potrà passare a ritirare l'ordine, l'orario di apertura e le forme di pagamento disponibili.
Ordine spedito
Una volta che l'ordine esce dai nostri magazzini, invieremo un'email al cliente per avvisarlo.
Che cosa deve includere:
- Il tracking della spedizione, in modo che possa vedere l'evoluzione del suo ordine.
Sai, quel link che ti porta alla società di trasporto che sta effettuando la consegna.
Ordine consegnato
E tu mi dirai: perché dovremmo inviare un'email al cliente dicendogli che gli abbiamo consegnato l'ordine, se lo ha già ricevuto?
La risposta è che, in molti casi -più di quanti immagini- non è il cliente a ricevere l'ordine. Può essere:
- Il suo partner
- Suo figlio
- Il portiere del palazzo
- La reception del suo lavoro
- Un vicino
- L'attività di fronte
- …
Sì, tutte queste possibilità succedono. Per questo è meglio inviare questa email confermando che il suo ordine è stato consegnato.
Che cosa deve includere:
- Approfitteremo di questa email per inviare la fattura corrispondente in PDF.
- Facoltativamente, una richiesta di feedback sul processo di acquisto e / o sul corriere.
Ordine annullato
Il cliente può cambiare idea e annullare un ordine effettuato che non è ancora uscito dai nostri magazzini. Se lo fa, la cosa giusta è avvisarlo.
Che cosa deve includere:
- Conferma che l'annullamento è stato eseguito correttamente.
- Informazioni su quando e in che modo riceverà il rimborso dell'importo dell'acquisto.
Cambio password
Non c'è molto da dire qui. La classica email di quando cambiamo la password in qualsiasi account.
Che cosa deve includere:
- Un avviso del cambio password. Nel caso non lo abbia richiesto l'utente, ecco.
Carrello abbandonato
Attenzione con questa.
Legalmente siamo autorizzati a inviare questa email solo se:
- L'utente ci ha dato il suo consenso esplicito.
- Riteniamo che possa essersi verificato un errore tecnico per cui l'utente non è riuscito a completare l'acquisto.
Che cosa deve includere:
- La scusa del perché sta ricevendo l'email. A buon intenditor…
- La lista dei prodotti che aveva nel carrello.
- Un link al punto del checkout in cui si era fermato.
Richiesta di valutazioni e recensioni
L' UGC (contenuto generato dall'utente) è utile in ogni tipo di progetto digitale, ma direi che nell'e-commerce lo è ancora di più.
E su vari livelli:
Recensione e valutazione dei prodotti
Credo che non serva che ti dica che le stelline e i commenti sui prodotti sono uno strumento di conversione (molto) potente.
Inoltre, queste stelline si possono mostrare negli snippet di Google aumentando il CTR SEO:

Quindi, riuscire a farci dare un voto dagli utenti è un must.
E il modo migliore per farlo è chiederglielo. E tramite una email una settimana dopo aver ricevuto la merce è un'ottima opzione
Che cosa deve includere:
- Richiesta di valutazione.
- Facoltativamente, una ricompensa. Sai, quella cosa del "lascia la tua valutazione e parteciperai all'estrazione di…".
Recensioni e valutazioni dell'azienda
In realtà, questa può essere un'email indipendente o far parte di altre, come quella di ordine ricevuto o quella di valutazione dei prodotti.
Che cosa deve includere:
- Link alle piattaforme di recensioni. Oggi, principalmente:
- Google.
- Trustpilot.
- Facebook.
Bene, con queste email di feedback chiudiamo con le email più abituali di questo tipo. Se escludiamo quella del carrello abbandonato e il suo carattere ambiguo, siamo autorizzati –e in alcuni casi persino obbligati- a inviare queste email.
Per quanto un utente non voglia ricevere più email da noi, se fa un ordine, dovremo mandargli la fattura, per esempio.
#2. Email informative
Questo tipo di email è più abituale nel caso delle aziende di servizi, dove cambiano le condizioni e devi avvisare il cliente con un certo anticipo.
Tuttavia, nell'e-commerce può succedere anche questo, informando per esempio dell'apertura di un nuovo negozio fisico dove ritirare gli ordini o di un cambio di nome dell'azienda o della sua identità aziendale.
In definitiva, di informazioni che non possano essere considerate “commerciali”. E per questo motivo, non essendo considerate commerciali, siamo autorizzati a inviarle senza bisogno di consenso.
Un ultimo tipo di email informativa che spero tu non debba mai inviare è quando si verifica una violazione della sicurezza del tuo e-commerce e alcuni dati degli utenti potrebbero essere stati esposti.
In questi casi sei obbligato a informare entro un breve periodo di tempo (72 ore, ad oggi).
#3. Email di assistenza clienti
Anche queste non richiedono molte spiegazioni. Si tratta delle email che inviamo in risposta a una domanda di un cliente che ci arriva dal modulo di contatto del sito o che ci scrive direttamente al nostro indirizzo pubblico.
Un paio di consigli:
Se il tuo tono di comunicazione è formale, mantienilo anche qui.
Se invece è più informale, fai attenzione a quello che usi in queste email. A qualcuno che sta avendo un problema con il suo ordine potrebbe non piacere che tu gli dia del tu fin da subito.
Personalmente, preferisco usare un tono formale, soprattutto nelle prime interazioni.
D'altra parte, attenzione se il cliente ci ha contattato tramite un altro canale (come i social network). Le risposte devono essere identiche, perché rispondere cose diverse alla stessa domanda toglie credibilità.

#4. Email commerciali
Bene, ho scritto quasi millecinquecento parole e non abbiamo ancora iniziato con la ciccia vera. Con le email considerate commerciali.
Prima di iniziare voglio avvertirti che puoi inviare questo tipo di email solo a utenti o clienti che ti abbiano dato il loro consenso esplicito. Un po' più avanti ti spiego un paio di modi per ottenerlo.
Newsletter
In precedenza erano note anche come bollettini (oggi questo termine non si sente più molto).
Nell'e-commerce, questo tipo di email è un po' diverso rispetto alle attività di servizi. Di solito si fa un elenco dei prodotti promossi in un determinato periodo di tempo.
Questo periodo può ripetersi con una frequenza determinata, per esempio una settimana –il che lo avvicinerebbe molto ai volantini del supermercato che ci lasciano nelle cassette della posta- oppure inquadrarsi in una data concreta: Black Friday, Natale, San Valentino…

I vantaggi delle newsletter
- Facilità di esecuzione: se ho già selezionato le offerte della prossima settimana e i relativi prezzi, devo solo aggiungerle, e questo si può fare da un modulo del CMS, senza toccare codice HTML.
- Seleziono i prodotti che voglio: cioè posso spingere quelli che interessano a me, per qualsiasi motivo, senza tenere conto del comportamento del cliente.
- È un formato molto facile da vendere ai brand: non è difficile concordare con un brand la promozione di una determinata newsletter e che, per esempio, il brand regali ai nostri clienti un certo prodotto per l'acquisto di altri. Questi altri sono quelli che aggiungerò al bollettino, dando come risultato una newsletter esclusiva di un brand, senza prodotti di altri.
Ma hanno anche qualche svantaggio
- Quasi certamente, questo tipo di invii finirà nella scheda Promozioni di Gmail, per l'elevato volume di immagini e link che contiene, riducendo così il suo impatto.
- Inoltre, dal mio punto di vista questo modello è un po' superato e ha sempre meno effetto. Almeno quello con invio ricorrente (l'invio puntuale per i saldi o il Black Friday continua a funzionare molto bene). Ha bisogno di essere completato con un altro formato che tenga conto del comportamento dell'utente. Tra poco ti dico qualcosa in più al riguardo.
Email quotidiana
Negli ultimi anni, soprattutto nelle attività che vendono servizi, si è diffuso un formato di email che consiste nell'inviare quotidianamente almeno un'email (a volte più di una).
È uno stile diverso da quello delle newsletter, basato esclusivamente sul testo –senza immagini- e sul Storytelling, una tecnica di copywriting che orienta la vendita raccontando storie.
Sebbene per la vendita di servizi sia relativamente semplice da impostare –basta chiedere a Isra Bravo o Luis Monge, veri maestri di questa tecnica– forse per l'e-commerce è un po' più difficile.
In Yo pongo el hielo lo affrontiamo in questo modo:
- Un'email dal lunedì al venerdì.
- Parlando di un prodotto o di un brand in particolare.
- Raccontiamo qualcosa che crediamo possa essere interessante. L'idea è non annoiare mai, perché, con una frequenza quotidiana, se l'email è noiosa, le disiscrizioni schizzerebbero.
- In molti casi aggiungiamo una offerta flash al prodotto che dura fino alle 23:59 di quel giorno. È il modo per incentivare il senso di urgenza e il FOMO.
- La lunghezza oscilla tra 300 e 500 parole.
- Uno o due link e basta.
- Aggiungiamo una immagine alla fine del testo. Ritengo che, nel nostro caso, sia necessario far vedere il prodotto (è molto probabile che non lo conosca e così si fa un'idea migliore).
- Generalmente, l' approccio parte dal brand, anche se alcune email sono impostate dal punto di vista del redattore, per dare un po' più di varietà al tema.

Vantaggi dell'email quotidiana
- Il potere della ripetizione. Una delle armi più potenti della vendita, quando si tratta di posizionarti nel top of mind del tuo cliente quando pensa di comprare ciò che vendi.
- Ha molte possibilità di finire nella casella di posta in arrivo, non in quella delle promozioni, aumentando così la portata.
Svantaggi
- Può richiedere parecchio tempo di preparazione. Soprattutto all'inizio, mentre trovi il tono del brand, il sistema e gli angoli su cui basare le email. Idea per contrastare questo: crea l'email quotidiana subito dopo aver scritto la scheda prodotto. La somma del tempo totale delle due attività sarà inferiore rispetto a farle separatamente, con un intervallo di tempo tra l'una e l'altra.
- Cannibalizza in una certa misura la newsletter, se la frequenza di questa è settimanale. Se passi dall'inviare un'email a settimana a una al giorno (mantenendo quella settimanale), anche se ci sarà un aumento delle vendite, non tutte quelle dell'email quotidiana saranno incrementali: sottrarranno un po' di effetto a quelle della newsletter.
Email basate su comportamento e caratteristiche degli utenti
Bene, finora nei formati di cui abbiamo parlato la tecnologia era quasi trasparente:
- Nelle transazionali, i trigger li porta già di default il CMS.
- Nelle informative e nelle email quotidiane basta scrivere e ti va bene qualsiasi strumento di email marketing.
- Per le newsletter hai due strade:
- Falle manualmente usando magari un template di qualche strumento di email marketing.
- Cercare un modulo o plugin per il tuo CMS che ti aiuti a crearla semplicemente selezionando i prodotti che vuoi.
Ma esistono alcuni strumenti tecnologici che ci permettono di fare un passo in più e creare email personalizzate per ogni cliente, in base alle sue caratteristiche, ai suoi gusti e al suo comportamento.
Passiamo a un livello successivo, perché stiamo parlando di strumenti che, a differenza dei precedenti, non tutti i negozi online hanno implementato.
Ci troviamo principalmente con due tipi.
CRM
Customer Relationship Management.
O la piattaforma che conserva tutte le interazioni che avvengono tra i clienti e il nostro negozio.
Si usa per molto più che per l'email marketing. Di fatto, il reparto che di solito la usa principalmente è quello di Assistenza Clienti.
Ma siccome conserva tutti i dati degli utenti, sia Vendite sia Marketing la useranno, permettendo di realizzare query, promozioni ed email personalizzate.
Vediamo qualche esempio:
Email di compleanno
Una delle più tipiche: inviare un'email il giorno del suo compleanno (o qualche giorno prima), facendogli gli auguri e regalando anche qualche tipo di coupon sconto.
Credo che i suoi vantaggi siano chiari, quindi non mi dilungo oltre.
Recupero del carrello
Bene, tra le email transazionali abbiamo menzionato quelle di carrello abbandonato.
In realtà, che tu le chiami così o recupero del carrello ci riferiamo alla stessa cosa: email che ti ricordano che hai prodotti nel carrello che non hai acquistato.
La differenza sta nel fatto che, come ti dicevo, legalmente sei autorizzato a inviare un'email solo se pensi che possa esserci stato un errore tecnico nel processo.
Inviare quattro email per la stessa cosa non può più essere considerato email transazionale, ma commerciale, e per farlo hai bisogno del consenso dell'utente.
Inoltre, con lo strumento giusto puoi montare un piccolo funnel così:
- Email un'ora dopo l'aggiunta di prodotti al carrello senza acquisto.
- Email dopo 24 ore.
E, nel caso siano clienti nuovi, aggiungere questi invii:
- Email dopo 72 ore.
- Email dopo una settimana con un incentivo (sconto, spedizione gratis…) con scadenza per l'uso.
Ovviamente, nel momento in cui avviene l'acquisto, il flusso di email si fermerebbe.
Questa è, senza dubbio, l'email che ti darà più vendite incrementali, quindi, se non la stai ancora usando, ti stai già muovendo tardi a implementarla.

Prodotti simili
Se conosci i prodotti che un cliente ha visto o che ha aggiunto al carrello e non ha comprato, non è una cattiva idea mandargli un'email con i più venduti, i meglio valutati o i più economici di quella categoria di prodotti.
Oltre a ricordargli che non li ha ancora acquistati (almeno sul tuo sito), gli offri altre possibilità che possono risultargli più interessanti.
Prodotti complementari
Anche se questo non vale per tutte le categorie di prodotti, è vero che ce ne sono alcune che permettono un upselling molto semplice.
Pensa per esempio a un cliente che ti ha comprato cibo per il cane ad aprile. In quel periodo avrà bisogno anche di un antiparassitario, quindi puoi mandargli un'email con le offerte disponibili per il suo tipo di cane (di cui puoi farti un'idea grazie al cibo che ha comprato).
Sicuramente nella tua attività puoi pensare a correlazioni simili.
Cambio di prezzo di un prodotto nel carrello
Quando il cliente ha un prodotto nel carrello e il prodotto scende di prezzo, inviare un'email per avvisarlo può essere l'incentivo finale per chiudere l'acquisto.
Stock disponibile
Ogni negozio online gestisce lo stock in modo diverso:
- Consentendo ordini su prodotti senza stock perché rientreranno a breve.
- Avvisando che non c'è stock e non permettendo ordini.
- Avvisando che non c'è stock, non permettendo ordini ma sì lasciare un'email di contatto per avvisare quando tornerà disponibile.

Email di secondo ordine
Ho letto che quando un cliente compra tre volte nello stesso negozio, quel negozio gli resta già fissato in mente come opzione valida per il futuro.
Bene, perché ci sia un terzo acquisto prima deve esserci un secondo, ed è questo che vogliamo ottenere con questa email.
Le regole le stabilirà ogni attività, ma, per esempio, noi abbiamo configurato che, se un cliente non ha fatto un secondo ordine trenta giorni dopo aver ricevuto il primo, gli inviamo un'email con un piccolo sconto da usare entro una settimana.
In questo modo otteniamo due cose: un nuovo impatto sul cliente e incentivare il senso di urgenza.
E a noi funziona piuttosto bene.
Email basate su RFM
Esiste un metodo di clusterizzazione dei clienti che si usa parecchio nell'e-commerce perché si adatta molto bene.
Si tratta del metodo RFM (Recency, Frequency, Money), cioè classifichiamo i clienti in diversi gruppi in base a:
- La data dell'ultimo ordine.
- La frequenza di acquisto.
- Il denaro che ci porta. Storicamente o per ordine.
In base a queste tre variabili possiamo creare un'infinità di email. Ti faccio qualche esempio:
Recupero cliente
Se un cliente era solito comprarci in media ogni tre mesi e ne sono già passati sei senza acquisti, forse non sarebbe male mandargli un'email con un incentivo per tornare.
Mantenimento del cliente fedele
È abituale avere clienti che comprano da noi ogni mese e spendono un certo importo, e la cosa normale è che non vogliamo perderli.
Mantenerli può essere semplice come, di tanto in tanto, mandare loro un'email indicando che il prossimo ordine arriva con un regalo.
Tutto qui.
Un piccolo dettaglio che può avere un costo insignificante ma che il cliente apprezzerà.
Offerte esclusive
A quei clienti che comprano prodotti premium –nel caso di Yo pongo el hielo ce ne sono diversi a cui non pesa lasciare 700€ o più per una bottiglia- è molto probabile che interessi sapere che hai inserito a catalogo qualche nuova referenza di questo tipo.
Quindi puoi comunicarglielo via email, e di sicuro apprezzerà saperlo.
Tuttavia, non invierai quell'email a clienti la cui spesa media è di 25€.
Capisci i vantaggi di segmentare con questo modello, vero?
La difficoltà maggiore, in realtà, è pensare le regole per ogni segmento; poi applicarle non è complicato con gli strumenti email adeguati.

Strumenti automatici
Sono simili ai CRM, ma fanno un passo in più, portando già una serie di regole preconfigurate in cui tu devi solo scegliere la frequenza di invio, la priorità tra le diverse regole e i limiti settimanali.
In sostanza tu gli indichi:
- Voglio inviare al massimo tre email a settimana a ogni cliente.
- La priorità sarà la seguente:Carrello abbandonato. Email compleanno. Recupero cliente. Prodotti complementari. Email di secondo ordine. Newsletter settimanale. Novità della sua categoria preferita. Più venduti della sua categoria preferita.
- Email cumpleaños.
- Recuperación de cliente.
- Productos complementarios.
- Email de segundo pedido.
- Newsletter semanal.
- Novedades de su categoría favorita.
- Más vendidos de su categoría favorita.
- …
Aggiungi alla lista tutti i tipi di email che ti interessano, sapendo che al cliente ne arriveranno al massimo tre e che si baseranno sul suo comportamento (se ha fatto o no un ordine quella settimana, se ha aggiunto qualche prodotto al carrello, se capita che sia il suo compleanno o che siano passati più di tre mesi senza comprare da noi…).
E, inoltre, non solo gli invii che riceverà ogni cliente saranno diversi, ma anche i prodotti che appariranno in ciascuno di essi saranno personalizzati in base ai suoi gusti.
Gli indichi le regole e lo strumento fa tutto.
Per farti un'idea, sono il tipo di email che ti inviano Amazon, AliExpress o eBay e a me sembrano il complemento perfetto, o l'evoluzione, delle newsletter settimanali, perché, basandosi sul comportamento degli utenti, le probabilità di conversione aumentano.
Se iniziassi con l'email marketing in un e-commerce, partirei da qui senza dubbio.
Acquisto di database
È allettante avere accesso a un database di centomila email a un prezzo modico.
Soprattutto quando stai iniziando e nella tua lista ci siete tu, il tuo partner, tua cugina e i tuoi amici.
Ma è un errore.
Soldi buttati.
Per molte ragioni, ma la principale è che non ti sarà redditizio.
Qualunque cosa ti offrano, non prenderlo nemmeno in considerazione, davvero.
Comarketing
Puoi fare una campagna con un'azienda in cui, tramite concorsi o sorteggi, entrambi i brand ricevete le email degli iscritti.
Oppure loro fanno un invio di una tua email al loro database e tu invii una loro email al tuo.
Meh.
Quando l'ho fatto non ho ottenuto grandi risultati, anche se non è stato neppure un disastro. In ogni caso, non posso assicurare con certezza che funzioni o meno perché non l'ho fatto abbastanza volte per dirlo.
Detto questo, lo valuterei come complemento quando ho già montato i pilastri della mia strategia.
Strumenti di email marketing per il tuo negozio online
Ce ne sono molti.
Moltissimi.
Per questo non li citerò tutti, ma solo quelli con cui ho lavorato direttamente e la mia opinione su di essi.
Mailrelay
Perfetta per newsletter, email quotidiane e sequenze di benvenuto.
Ha un piano gratuito enorme che ti permetterà di farti le ossa con l'email marketing purché ti limiti a inviare newsletter o email quotidiane.
Oppure applichi la segmentazione con le regole di business da qualche altra parte e poi la riversi qui manualmente o tramite API (incluso lo strumento di automazione Make, precedentemente noto come Integromat).
È uno (buono) strumento per inviare email. Né più, né meno.

Sendy
Un altro buon strumento per inviare email, anche se in questo caso la configurazione è più complessa e serve un profilo tecnico per farlo.
Non è gratis né lo strumento in sé (costo molto economico di 69$ in un unico pagamento), né le email, che vengono inviate tramite AWS (Amazon Web Services) e il cui costo è minuscolo.
Se Mailrelay ti sta stretta, è un salto naturale.
ConnectIf
Un altro strumento di automazione con buone capacità di personalizzazione del sito, oltre alle email.
Con una curva di apprendimento un po' complessa quando l'ho usato, devo dire che mi sono piaciute le sue capacità.
Non abbiamo finito per implementarlo dopo il test perché molte delle cose che offriva le avevamo già sviluppate noi, quindi non ne avremmo tratto il necessario vantaggio, ma è un'altra di quelle che prenderei in considerazione per nuovi progetti, soprattutto per non dipendere eccessivamente dal team IT.
Inoltre, mi è sembrata economica per tutto quello che offriva.
Cartsgurú
All'inizio, quando l'abbiamo usato, era uno strumento di recupero dei carrelli abbandonati via email. Con il tempo si è evoluto in uno strumento di automazione con molte più funzionalità.
In ogni caso, quando lo abbiamo testato, i risultati sono stati simili a quelli della nostra sequenza di recupero. Né migliori né peggiori.
Se non hai una tua sequenza, puoi provarlo.
MailChimp
Ha avuto molto successo a suo tempo perché è stato uno dei primi a offrire un piano gratuito decente e a sapersi promuovere bene.
Anche così, l'ho usato in vari progetti e non mi ha convinto. Né il suo modo d'uso, né le sue capacità, né il suo prezzo quando hai bisogno di un certo volume di invii.
Nonostante la sua fama, non fa per me.
HubSpot
Si tratta di una piattaforma di Inbound Marketing molto completa.
Molto comoda, facile da integrare e da usare. Potrebbe essere il cuore di un'agenzia o di un'azienda di servizi.
Dispone di un CRM gratuito fino a un volume enorme di clienti (un milione di clienti) e ti offre anche gratuitamente strumenti di chat, moduli e integrazioni con Facebook e WhatsApp.
La usiamo in Yo pongo el hielo per gestire l'assistenza clienti, ma non usiamo il suo servizio di emailing perché il piano gratuito è troppo piccolo (2000 invii al mese) e, anche se permette automazioni, le vedo molto orientate alla vendita di servizi e al lavoro con i lead, più che all'e-commerce.
Probance
Questa in realtà non l'ho provata, me l'hanno solo presentata, ma ha un aspetto così interessante che ho deciso di includerla qui, perché è possibile che la testiamo nel corso di quest'anno.
Tra tutti gli strumenti che ti ho menzionato, è senza dubbio il più avanzato per un negozio online.
Permette ogni tipo di automazione, personalizzazione e regola e la vedo estremamente compatibile con la nostra routine di email quotidiana più newsletter settimanale.
Inoltre, a differenza delle altre, il costo non dipende dal numero di contatti o di invii, ma è un modello a CPA, cioè paghi una commissione per ogni vendita generata.
Detto questo, trattandosi di una soluzione che usa molto big-data dietro le quinte, è orientata a negozi di medie dimensioni. Se hai pochi prodotti e poco volume di traffico, i risultati non saranno ottimali come in progetti più grandi.
Consenso
L'ho menzionato un paio di volte nel corso dell'articolo, ma lo commento un'ultima volta: legalmente non puoi inviare comunicazioni commerciali a clienti che non ti abbiano dato il loro consenso esplicito.
E in che cosa consiste questo consenso?
Fondamentalmente nel fatto che abbiano accettato che tu invii loro comunicazioni commerciali. E che tu abbia modo di provarlo.
Modi per raccoglierlo
Ci sono diversi modi, ma in Yo pongo el hielo lo raccogliamo in tre punti diversi.
Durante la creazione dell'account
Lo chiediamo all'utente quando crea il suo account e gli spieghiamo che cosa riceverà e con quale frequenza:

Nel checkout
Prima di completare ogni ordine, se il cliente non ce lo ha dato in precedenza gli apparirà questa checkbox:

Se ce lo ha già dato prima, allora non gli appare.
Barra di iscrizione
Non crea un account nel CMS, ma si iscrive semplicemente a una lista del nostro strumento di email marketing.
Mostriamo il modulo di iscrizione in una barra su tutto il sito:

E anche nel blog:

E modi per revocarlo
Naturalmente il consenso deve poter essere revocato, se l'utente non vuole ricevere più email da noi.
Ti consiglio inoltre di renderglielo semplice, perché è molto meglio che si disiscriva da solo piuttosto che ti segnali come SPAM in Gmail, visto che questo danneggia parecchio la reputazione del tuo server di invio.
Per questo conviene aggiungere un link di Disiscrizione in tutti gli invii commerciali.
Nella parte inferiore, ma ben visibile:

Inoltre, ti consiglio di dargli questa opzione anche dalla sua area cliente:

Come vedi, in Yo pongo el hielo permettiamo di iscriversi o disiscriversi ai diversi tipi di email, cioè email quotidiane, newsletter e personalizzate (quelle del CRM)
Siamo soddisfatti dei risultati delle disiscrizioni, la verità, soprattutto considerando il nostro alto volume di invio e frequenza.
Analytics nell'email marketing
Non voglio chiudere la guida senza darti un paio di consigli su come analizzare il rendimento delle tue campagne.
KPI rilevanti
Ce ne sono molti e ciascuno avrà i suoi preferiti. Personalmente io guardo solo:
- Numero di invii: che cresca.
- Traffico: che cresca.
- Numero di transazioni: che cresca.
- Entrate: che crescano.
È quello che guardo in ogni tipo di email (newsletter, quotidiane, CRM e transazionali, fondamentalmente).
Se potessi vederla in modo semplice, guarderei anche la deliverability per ISP, ma non è semplice, quindi non la guardo.
Sinceramente, il tasso di apertura e il tasso di clic li guardo poco o niente.
Tagging delle campagne
Detto questo, per poter vedere questi dati è necessario taggare correttamente tutti i link dei tuoi invii.
Sai, gli utm_source, utm_medium e utm_campaign di Google Analytics.
Generalmente, gli strumenti lo fanno per te con una configurazione minima, ma non è male aggiungere questo tagging alle email transazionali (che di solito i CMS non portano di serie) e a quelle informative che crei tu.
Con questo potrai già vedere l'evoluzione di ogni campagna in Analytics.

Chiusura
Fin qui la guida. Spero che ti sia stata di grande utilità.
Naturalmente si potrebbe approfondire di più il tema, parlando di deliverability per ISP, di altri strumenti, dei ratio considerati buoni…
Ma credo che con questo, per iniziare a implementare, tu ne abbia più che a sufficienza.
In ogni caso, se vuoi migliorare l'email marketing nel tuo e-commerce e pensi che questa guida non sia un aiuto sufficiente, puoi sempre dare un'occhiata al mio corso di email marketing per e-commerce, oppure anche possiamo parlarne e vedere come impostare la strategia nel tuo.


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