Scott Snyder e Greg Capullo avevano portato Batman in situazioni estreme durante i primi sette volumi della loro gestione DC. Dalla cospirazione della Corte dei Gufi agli scontri con il Joker in Morte della famiglia, gli autori avevano dimostrato di saper reinventare elementi classici del personaggio.
Dopo Gioco finale, una storia che aveva lasciato tutto in una situazione di stallo, decidono di cambiare radicalmente rotta: mettere da parte Bruce Wayne e trasformare Jim Gordon nel nuovo Batman.
È la proposta più coraggiosa di tutta la loro gestione, ma anche quella dai risultati più altalenanti. Superheavy e Bloom, i volumi 8 e 9 dell'edizione americana, contengono idee eccellenti, disegni straordinari e un nuovo cattivo visivamente fantastico.
Eppure rappresentano anche l'arco narrativo meno riuscito di Snyder e Capullo fino a questo momento.
Gotham ha bisogno di un nuovo Batman
Dopo gli avvenimenti di Gioco finale, Gotham rimane senza il suo protettore. La città ha bisogno di un nuovo Batman e le autorità decidono di cercare un sostituto. La scelta ricade su Jim Gordon, che abbandona il suo ruolo tradizionale per indossare un'enorme armatura tecnologica e diventare un supereroe.
Questa volta, però, non agisce al di fuori della legge, bensì con il sostegno delle istituzioni. Il nuovo Batman dispone di risorse, tecnologia e supporto della polizia, ma deve anche sottostare a regole che Bruce Wayne non avrebbe mai accettato. Forse perché lui non aveva bisogno di quel sostegno.
Mentre Gordon cerca di adattarsi al suo nuovo ruolo, emerge una minaccia: Mr. Bloom, un personaggio misterioso che distribuisce semi capaci di conferire poteri straordinari a chi li utilizza. La sua comparsa scatena una crisi che metterà alla prova il nuovo protettore di Gotham.

Jim Gordon nei panni di Batman: un'idea degna di Grant Morrison
Sostituire Bruce Wayne con Jim Gordon è una scelta tanto strana quanto stimolante. Non parliamo di un altro vigilante addestrato a prenderne il posto, ma di un poliziotto veterano, abituato a combattere il crimine da una prospettiva diversa.
L'idea permette di esplorare una domanda fondamentale: cosa accadrebbe se Batman scomparisse? Qualcuno potrebbe sostituirlo, oppure la sua esistenza dipende proprio dalla personalità, dalle ossessioni e dai traumi di Bruce Wayne?
Inoltre, trasformare Batman in una figura istituzionale solleva una contraddizione interessante. Il personaggio è nato ai margini del sistema, mentre questa nuova incarnazione ne riceve il sostegno. Gordon deve destreggiarsi in questa dualità.
È il tipo di esperimento concettuale che ricorda Grant Morrison. Lo sceneggiatore scozzese è abituato a inserire idee sorprendenti nei fumetti di supereroi, mettendone in discussione le convenzioni e portando i personaggi in territori inaspettati.
La differenza è che Morrison, in genere, riesce a sviluppare meglio queste idee. Snyder propone una situazione affascinante, come sempre, ma non riesce a sfruttarne tutte le possibilità. L'esperimento funziona come punto di partenza, ma il suo sviluppo è meno interessante di quanto promettesse.
Mr. Bloom: un cattivo inquietante e bizzarro
Il problema principale di questi due volumi ha un nome: Mr. Bloom.
Il suo design è straordinario. È una figura estremamente magra, dagli arti allungati e dall'aspetto innaturale che ricorda vagamente Slenderman. La sua presenza inquieta e riesce a distinguersi perfino nella galleria di nemici stravaganti di Batman, avvicinando il tutto all'orrore.
Il problema arriva quando cerchiamo di capire il personaggio.
I suoi poteri, le sue origini e le sue vere motivazioni non vengono definiti a sufficienza in questo arco. Sappiamo che utilizza semi capaci di trasformare altre persone, ma le regole che governano le sue capacità e la portata dei suoi piani rimangono confuse..
Forse le apparizioni future permetteranno di approfondire meglio il personaggio. In questi due volumi, però, Bloom finisce per essere molto più interessante per il suo aspetto e per i suoi poteri che per tutto ciò che vi sta dietro.
E questo danneggia una storia che aveva bisogno di un antagonista solido per bilanciare una premessa così rischiosa.

Greg Capullo continua a giocare in un altro campionato
Per fortuna Greg Capullo continua a dimostrare perché il suo lavoro sia uno dei grandi punti di forza di questa gestione.
Le sue composizioni delle tavole sono più potenti che mai. La disposizione delle vignette, le prospettive e il modo in cui disegna le figure riescono a trasmettere movimento e spettacolarità.
Spicca il contrasto visivo tra l'enorme armatura di Gordon e la sagoma filiforme di Mr. Bloom. Sono due design radicalmente opposti che è un piacere vedere insieme nella stessa vignetta.
È evidente che Capullo non è un disegnatore che si limita a illustrare la sceneggiatura: dona personalità, ritmo e una notevole forza visiva a ogni sequenza.
Twenty-Seven: la piccola grande sorpresa finale
Curiosamente, quello che mi è piaciuto di più in questi due volumi non fa parte della storia principale.
Nel volume americano, alla fine di Bloom troviamo Twenty-Seven, un breve racconto scritto da Scott Snyder e disegnato da Sean Murphy, pubblicato originariamente su Detective Comics #27..
La storia immagina una possibile perpetuazione di Batman attraverso i secoli grazie a un sistema che permette di creare nuovi Bruce Wayne ogni 27 anni. È un'idea fantascientifica sorprendente, inquietante e perfettamente adatta al personaggio.
Inoltre, si collega direttamente alla domanda su cui si basa Superheavy. Se la storia principale esplora cosa accade quando Batman scompare, questo racconto si chiede che cosa succederebbe se potesse esistere per sempre. Un'idea che lo sceneggiatore svilupperà ulteriormente nel volume successivo, l'ultimo della sua gestione.
In poche pagine Snyder e Murphy sviluppano una proposta interessante che, sinceramente, mi è sembrata più efficace di buona parte del conflitto centrale di questi volumi.
Conclusione: una scommessa coraggiosa ma discontinua
Batman: Superheavy e Bloom dimostra che rischiare non garantisce sempre buoni risultati. Snyder propone una delle idee più originali della sua gestione, ma la debolezza di Mr. Bloom impedisce all'insieme di raggiungere il livello di storie precedenti come Anno Zero..
La sostituzione di Batman con Gordon, gli straordinari disegni di Capullo e il magnifico racconto aggiuntivo finale compensano in parte i difetti. È un esperimento molto più ambizioso di alcuni archi precedenti, soprattutto del volume di transizione Passato luminoso, futuro oscuro — anche se non più soddisfacente.
Attenzione, non siamo di fronte a un brutto fumetto, tutt'altro. Ma a un'idea che avrebbe potuto essere sfruttata molto meglio.

I punti di forza di Batman: Superheavy e Bloom
- L'idea di sostituire temporaneamente Bruce Wayne con Jim Gordon.
- Le composizioni delle tavole e lo spettacolare lavoro di Greg Capullo.
- Twenty-Seven, un magnifico racconto aggiuntivo di Snyder e Sean Murphy.
I punti deboli di Batman: Superheavy e Bloom
- Mr. Bloom non ha una caratterizzazione chiara.
- La storia non sviluppa tutto il potenziale della premessa iniziale.
- L'insieme è meno solido degli archi precedenti di Snyder e Capullo.
Scheda tecnica
| Caratteristica | Dati |
| Titoli originali | Batman Vol. 8: Superheavy e Batman Vol. 9: Bloom |
| Collana | Batman (The New 52) |
| Editore | DC Comics |
| Sceneggiatura principale | Scott Snyder |
| Disegni principali | Greg Capullo |
| Chine principali | Danny Miki |
| Altri disegnatori | Jock, Yanick Paquette e Sean Murphy |
| Numeri raccolti | Batman #41–50 e materiale aggiuntivo |
| Storia extra in evidenza | Twenty-Seven, di Scott Snyder e Sean Murphy |
| Pubblicazione dei numeri principali | 2015–2016 |
| Edizioni raccolte americane | 2016 |
| Pagine | 160 (Superheavy) e 184 o 200 (Bloom, a seconda dell'edizione) |
| Genere | Supereroi, azione, fantascienza |
| Voto | 3/5 |
Voto
Per chi è
✅ Lettori che seguono l'intera gestione di Snyder e Capullo.✅ Appassionati di disegni spettacolari e composizioni dinamiche.
✅ Lettori interessati all'identità e all'eredità di Batman.
Per chi non è
❌ Chi vuole iniziare a leggere Batman senza conoscere gli eventi dei volumi precedenti.Domande frequenti
Quali numeri comprendono Batman: Superheavy e Bloom?
Batman: Superheavy (volume 8 dell'edizione americana) raccoglie i numeri dal 41 al 45 di Batman e materiale aggiuntivo. Batman: Bloom (volume 9) comprende i numeri dal 46 al 50, oltre al racconto Twenty-Seven, pubblicato originariamente su Detective Comics #27. Entrambi i volumi formano un unico arco narrativo.
Perché Jim Gordon diventa Batman?
Dopo gli eventi di Gioco finale, Gotham rimane senza il suo solito protettore. Le autorità decidono di sostituirlo con un Batman sostenuto dalle istituzioni e scelgono Jim Gordon per assumersi questa responsabilità. A differenza di Bruce Wayne, Gordon usa un'enorme armatura tecnologica e deve agire sotto la supervisione delle autorità.
Chi è Mr. Bloom nei fumetti di Batman?
Mr. Bloom è un misterioso cattivo introdotto durante la gestione di Scott Snyder e Greg Capullo. Si distingue per la figura estremamente magra e allungata e per l’utilizzo di semi capaci di conferire poteri straordinari. La sua identità, le sue capacità e le sue motivazioni fanno parte del mistero centrale della storia.
Chi disegna Batman: Superheavy e Bloom?
Greg Capullo è il disegnatore principale di entrambi i volumi, affiancato dall'inchiostratore Danny Miki. I volumi includono anche contributi di altri artisti, tra cui spicca il racconto aggiuntivo Twenty-Seven, disegnato da Sean Murphy e scritto da Scott Snyder.
È necessario leggere i volumi precedenti di Batman per capire Superheavy e Bloom?
È molto consigliabile. Anche se la trama presenta un nuovo Batman e un nemico diverso, parte direttamente dalle conseguenze di Gioco finale, il volume 7 della collana americana. Leggere i volumi precedenti aiuta a capire meglio la situazione di Bruce Wayne, la trasformazione di Gotham e l'importanza di Jim Gordon nel ruolo di Batman.

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