Dopo La Corte dei Gufi e Morte della famiglia, Scott Snyder e Greg Capullo hanno deciso di tornare alle origini di Batman. Una scelta rischiosa, considerando che esiste già un capolavoro che ha raccontato praticamente tutto ciò che serve sui primi passi del personaggio. Parlo, naturalmente, di Batman: Anno uno, di Frank Miller e David Mazzucchelli.
Snyder impiega dodici albi per raccontartelo, contro i quattro di Miller, con un'impostazione molto più spettacolare, nuovi elementi narrativi e una Gotham a tratti decisamente diversa dal solito.
Il risultato è buono, anche se forse troppo lungo. La storia ha ritmo, si legge benissimo e lo sceneggiatore dimostra ancora una volta di conoscere a fondo Batman e chi gli sta intorno.
Greg Capullo è più in forma che mai. I disegni sono una meraviglia, con nuovi costumi di Batman, situazioni visivamente molto diverse e una colorazione che cambia completamente l'atmosfera abituale del personaggio. Anzi, credo sia la prima volta, dall'inizio della loro collaborazione, in cui i disegni superano davvero la sceneggiatura.
Anno zero è il terzo grande arco di Snyder e Capullo, anche se cronologicamente si svolge prima degli altri due, perché racconta come Bruce Wayne comincia a diventare Batman.
La storia è stata pubblicata originariamente su Batman #21-27 e #29-33, tra il 2013 e il 2014. Nelle edizioni statunitensi è stata raccolta in due volumi:
- Batman Vol. 4: Zero Year – Secret City, che comprende Batman #21-24.
- Batman Vol. 5: Zero Year – Dark City, che comprende Batman #25-27 e #29-33.
Il numero 28 è escluso da questa raccolta principale. Curiosamente, inoltre, l'arco è suddiviso in tre blocchi narrativi, Secret City, , Dark City e Savage City, anche se gli ultimi due sono stati pubblicati insieme nel quinto volume americano.
Analizzerò i due volumi come un'unica storia, proprio come ho fatto con la Corte dei Gufi.
La trama di Batman: Anno zero
La trama inizia con il ritorno di Bruce Wayne a Gotham, dopo anni trascorsi lontano dalla città ad allenarsi per combattere il crimine. Batman, come lo conosciamo, ancora non esiste e Bruce sta sperimentando diversi modi di affrontare i criminali e far sì che la sua presenza abbia qualche effetto su di loro.
Il suo principale nemico in questa prima fase è la banda di Cappuccio Rosso, un'organizzazione criminale che sta mettendo in atto il solito piano per impadronirsi della città.
In seguito il ruolo da protagonista passa all' Enigmista, Edward Nygma, che usa la propria intelligenza e capacità di manipolazione per portare Gotham a una situazione estrema.
Nel frattempo vediamo svilupparsi i rapporti di Bruce con Alfred, Lucius Fox e Jim Gordon, insieme ad altri personaggi ed elementi che finiranno per entrare nella consueta mitologia di Batman.
L'impostazione è interessante perché sappiamo perfettamente come finirà, ma Snyder riesce a dare ai primi passi del personaggio una personalità propria, senza farne né una copia di quelli raccontati da Miller né qualcosa di completamente scollegato.
Un inizio fantastico… che si trascina troppo a lungo
La parte che mi è piaciuta di più dell'intero arco è il primo volume americano, Secret City..
La banda di Cappuccio Rosso è ben sviluppata e funziona come prima minaccia per un Bruce Wayne che sta ancora imparando a diventare Batman. È preparato fisicamente e intellettualmente, ma deve ancora trovare il modo giusto di usare le proprie capacità..
Anche i piani dell'organizzazione criminale risultano interessanti per come Snyder sviluppa la trama. Il Batman più investigatore deve indagare, collegare gli eventi e capire chi ha davanti.
Gli autori dedicano tempo a mostrare come Bruce comincia a costruire la propria identità di giustiziere. Ci sono costumi e situazioni diversi dal solito, proprio perché sta ancora sperimentando e non dispone di tutte le risorse che avrà in seguito.
Questa prima parte è splendida, sia per il ritmo sia per le idee introdotte e per il modo in cui sfrutta elementi noti della storia del personaggio.
Forse Anno zero avrebbe dovuto finire qui.

L'Enigmista diventa troppo potente
Il problema emerge gradualmente quando Edward Nygma comincia a occupare il centro della trama.
Snyder presenta un Enigmista intelligente come sempre, se non di più, manipolatore e pericoloso. Tuttavia, man mano che la storia procede, la sua capacità di controllare gli eventi comincia a sembrare esagerata..
La portata di ciò che riesce a fare a Gotham è tale che diventa difficile accettare certe situazioni.
Il problema è che Snyder ha una certa tendenza a rendere ogni minaccia ancora più grande della precedente. Lo abbiamo già visto nella Corte dei Gufi, dove l'enorme potere dell'organizzazione finiva per creare alcune contraddizioni con le capacità di Batman.
Qui succede qualcosa di simile con l'Enigmista. La storia rimane divertente, ma man mano che i suoi piani crescono di scala emergono anche situazioni meno convincenti.
A questo si aggiunge la lunghezza. Dodici albi dedicati ai primi passi di Batman e credo che si sarebbe potuto raccontare praticamente lo stesso in molte meno pagine. Oppure separare il tutto in due archi.
Non voglio dire che il fumetto sia noioso, perché mantiene un buon ritmo e si legge molto in fretta, ma alla fine mi è rimasta la sensazione che Snyder avesse tirato troppo per le lunghe alcune situazioni per costruire un evento più grande del necessario..
Greg Capullo è spettacolare
Ma naturalmente c'è anche un rovescio della medaglia. Perché, se qualcosa giustifica la lettura di Anno zero, è proprio il lavoro di Greg Capullo.
Nella Corte dei Gufi avevo già detto quanto mi avesse sorpreso la sua capacità di adattare lo stile a Batman. In seguito, in Morte della famiglia, aveva dimostrato un talento magnifico nel rappresentare situazioni terrificanti e personaggi sgradevoli, soprattutto con quel Joker a cui sembrava che il viso dovesse cadere a pezzi da un momento all'altro.
Ebbene, credo che in Anno zero raggiunga il livello migliore fino a quel momento..
Abbiamo un Batman che sta ancora costruendo la propria identità e questo permette a Capullo di sperimentare costumi, equipaggiamenti e situazioni molto diversi. Il disegnatore ne approfitta magnificamente per raffigurare Bruce con un aspetto non ancora definitivo, ma perfettamente riconoscibile.
Anche la composizione delle tavole è ottima e, soprattutto, adoro la varietà di ambientazioni che troviamo lungo i dodici albi. La storia comincia in una Gotham riconoscibile, ma poi cambia fino a mostrarci scenari coloratissimi, lontani da quelli abituali.
Il colore cambia completamente l'atmosfera
E se parliamo di colori, merita una menzione speciale FCO Plascencia, che se ne occupa, perché una parte importantissima dell'impatto visivo di questo fumetto deriva dal suo lavoro.
Siamo abituati a vedere Gotham rappresentata con grigi, neri, marroni e altri toni spenti che ne comunicano il carattere oscuro e decadente.
In Anno zero troviamo una tavolozza piuttosto diversa, soprattutto nell'ultimo terzo della storia, quando la città cambia radicalmente aspetto.
Verdi, blu e altri colori molto più vivaci diventano protagonisti, creando tavole davvero sorprendenti per una serie di Batman.
E funzionano benissimo. Riescono a dare un'identità visiva propria senza che il fumetto smetta di sembrare una storia del pipistrello.
Permettono anche a certi disegni di Capullo di risaltare. Ci sono vignette e tavole intere che invitano a fermarsi semplicemente per ammirare i disegni.
In effetti, la componente grafica finisce per compensare buona parte dei problemi che ho con la trama. Anche quando la storia comincia a dilungarsi più di quanto vorrei, visivamente continua a offrire cose davvero interessanti.

Anno zero contro Anno uno: due modi di raccontare le origini di Batman
Il confronto con Batman: Anno uno è inevitabile, perché Frank Miller e David Mazzucchelli hanno firmato una delle opere più importanti sul personaggio raccontandone proprio i primi passi a Gotham.
E, lo ripeto, lo hanno fatto in quattro albi.
Quella storia aveva un approccio realistico, per quanto lo permetta l'universo di Batman. Bruce Wayne iniziava la sua carriera di vigilante mentre Jim Gordon cercava di sopravvivere alla corruzione politica e poliziesca di Gotham.
Miller dedicava molto spazio allo sviluppo dei due personaggi e ai loro rapporti con una città in cui praticamente tutto sembrava marcio. Inoltre Mazzucchelli accompagnava la trama con disegni sobri, eleganti e perfettamente adatti a quel tono.
Anno uno è un capolavoro, e credo che buona parte della sua qualità dipenda proprio dal saper raccontare il necessario senza trascinare la storia.
Snyder, invece, punta su qualcosa di molto più grande e spettacolare, con minacce che coinvolgono tutta Gotham e una componente d'azione decisamente più marcata.
È allo stesso livello? No. Ma del resto (quasi) nessun fumetto di Batman, o di altri supereroi, lo è.
Snyder rispetta gli elementi fondamentali del personaggio
Snyder non cerca di copiare quello che ha fatto Miller. Né tradisce gli elementi fondamentali stabiliti da quella storia sulle origini moderne di Batman, anche se stiamo parlando di una reinterpretazione all'interno di The New 52 e non di una prosecuzione letterale della sua continuità.
Bruce è ancora qualcuno che sta imparando a diventare il giustiziere che conosciamo, Gordon mantiene un rapporto complicato con la polizia di Gotham e Alfred continua a essere una figura fondamentale nella sua crescita.
Ma Snyder introduce idee proprie e sviluppa questi personaggi in modo diverso, adattandoli al tono molto più spettacolare del suo ciclo.
E credo che qui dimostri una delle sue principali qualità di sceneggiatore: conosce benissimo Batman, il suo mondo e le possibilità offerte dai suoi personaggi..
Alfred ha una personalità ben definita e un rapporto con Bruce che va molto oltre il semplice ruolo di aiutante. Anche Gordon riceve un trattamento interessante, così come i cattivi, che Snyder reinterpreta senza far perdere loro le caratteristiche essenziali.
Lo avevo già notato nei due archi precedenti. Snyder sa trovare elementi interessanti nella mitologia di Batman e darne una lettura personale. Inoltre è uno sceneggiatore ambizioso che cerca di aggiungere qualcosa di diverso a ogni grande arco, ampliando le idee e gli orizzonti di Batman.
Il problema è che questa ambizione provoca anche alcuni dei suoi difetti più riconoscibili.
I cliffhanger cominciano a perdere efficacia
Uno è la tendenza a chiudere gli albi con cliffhanger esagerati.
Nella Corte dei Gufi avevo già osservato che Snyder sapeva perfettamente dove interrompere una scena per farti desiderare il numero successivo. E in Morte della famiglia usava di nuovo lo stesso espediente, con minacce e situazioni apparentemente impossibili da risolvere.
In Anno zero continua a farlo, ma dopo tre grandi archi conosci fin troppo bene i suoi trucchi. Inoltre questo modo di scrivere si sposa con la necessità di aumentare continuamente le minacce, anche quando la storia non lo richiede.
Succede qui con l'Enigmista e con la situazione in cui finisce per trascinare Gotham. Credo che Snyder avrebbe ottenuto un risultato migliore riducendo un po' la portata e la durata del conflitto.
E i paragoni saranno anche impietosi, ma in Anno uno Miller riesce a dare a una storia molto più piccola un'importanza decisamente maggiore per il personaggio.

Il meglio di Batman: Anno zero
Nel caso non fosse chiaro, la parte visiva, sia i disegni di Greg Capullo sia i colori di FCO Plascencia..
Metterei in evidenza anche il primo volume americano, Secret City, che trovo più equilibrato delle due parti successive.
E naturalmente il modo in cui Snyder utilizza Alfred, Gordon e i cattivi, dimostrando di avere ancora buone idee per sviluppare la mitologia del personaggio.
Il peggio di Batman: Anno zero
Soprattutto la lunghezza.
Credo che dodici albi siano troppi per ciò che Snyder vuole raccontare.
Inoltre, man mano che l'Enigmista guadagna spazio, la storia esagera troppo le sue capacità e l'entità della minaccia, perdendo parte della credibilità che aveva nel primo volume.
E continuano a esserci i cliffhanger eccessivi di Snyder.
Conclusione e giudizio
Spero di aver chiarito che Batman: Anno zero mi sembra un buon fumetto, particolarmente consigliato a chi segue il ciclo di Scott Snyder e Greg Capullo e vuole conoscere la loro reinterpretazione delle origini del personaggio.
Ha un primo volume fantastico, parecchie idee interessanti e una caratterizzazione dei personaggi che dimostra quanto Snyder conosca bene l'universo di Batman.
Tuttavia, come ho già detto, l'autore esagera con la lunghezza e la portata di alcuni eventi.
Rispetto ai due archi precedenti, lo metterei leggermente al di sotto della Corte dei Gufi, ma sopra Morte della famiglia, soprattutto per la componente grafica.
Inoltre, anche se Anno uno continua a sembrarmi un'opera nettamente superiore, apprezzo il coraggio di Snyder nell'aver raccontato una storia propria, invece di limitarsi a ripetere ciò che Miller aveva già fatto.
Scheda tecnica di Batman – Anno zero
| Voce | Informazioni |
| Titolo | Batman – Anno zero |
| Titolo originale | Batman: Zero Year |
| Sceneggiatore principale | Scott Snyder |
| Disegnatore principale | Greg Capullo |
| Sceneggiature aggiuntive | James Tynion IV |
| Disegni aggiuntivi | Rafael Albuquerque |
| Chine principali | Danny Miki |
| Colori principali | FCO Plascencia |
| Editore originale | DC Comics |
| Ciclo | Batman – The New 52 |
| Pubblicazione originale | 2013–2014 |
| Numeri principali | Batman #21–27 e #29–33 |
| Primo volume americano | Batman Vol. 4: Zero Year – Secret City, 176 pagine |
| Secondo volume americano | Batman Vol. 5: Zero Year – Dark City, 240 pagine |
| Genere | Supereroi, azione, mistero e origini |
Voto
Per chi è
✔️ Per chi segue il ciclo di Scott Snyder e Greg Capullo su Batman.✔️ Per chi ama i disegni di Greg Capullo, perché qui sono spettacolari.
✔️ Per chi vuole leggere una reinterpretazione delle origini di Batman con più azione e spettacolarità rispetto ad Anno uno.
Per chi non è
❌ Per chi cerca una storia breve e misurata sulle origini di Batman. In quel caso consiglio prima Anno uno.❌ Per chi non ama le storie troppo lunghe o le minacce di proporzioni gigantesche.
❌ Per chi è già stanco dei cliffhanger e di certi trucchi narrativi abituali di Snyder.
Domande frequenti
Che cos'è Batman: Anno zero?
È un arco narrativo di Scott Snyder e Greg Capullo che reinterpreta i primi passi di Bruce Wayne come Batman nel periodo The New 52 di DC Comics.
Quanti numeri comprende Batman: Anno zero?
La storia principale comprende dodici numeri della serie Batman: dal #21 al #27 e dal #29 al #33, pubblicati originariamente tra il 2013 e il 2014.
Che cosa contengono i due volumi americani di Anno zero?
Zero Year – Secret City raccoglie Batman #21-24, mentre Zero Year – Dark City comprende Batman #25-27 e #29-33. Insieme contengono l'intero arco principale.
Batman: Anno zero è lo stesso fumetto di Batman: Anno uno?
No. Anno uno, di Frank Miller e David Mazzucchelli, racconta le origini di Batman in quattro numeri. Anno zero è una reinterpretazione successiva, più lunga e spettacolare, di Snyder e Capullo.
Bisogna leggere La Corte dei Gufi prima di Anno zero?
Non è necessario, perché Anno zero si svolge cronologicamente prima. Tuttavia è consigliabile se vuoi seguire l'evoluzione del ciclo di Snyder e Capullo in ordine di pubblicazione.
Chi sono i principali cattivi di Batman: Anno zero?
La banda di Cappuccio Rosso ha un ruolo importante nella prima parte, mentre l'Enigmista diventa la minaccia principale nello sviluppo successivo della storia.
Batman: Anno zero è migliore della Corte dei Gufi?
Per me è leggermente inferiore. La Corte dei Gufi ha una storia più interessante, anche se Anno zero spicca soprattutto per i disegni di Capullo e lo spettacolare lavoro sui colori.
Vale la pena leggere Batman: Anno zero?
Sì. È una storia ambiziosa, divertente e visivamente spettacolare, anche se la durata e alcuni eccessi di sceneggiatura le impediscono di raggiungere il livello delle migliori opere di Batman.

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