
È curioso vedere come sia cambiato leggermente il termine con cui si definisce la persona incaricata di un sito web: se qualche anno fa questa figura ricopriva il ruolo di "Webmaster", oggi il termine è caduto in disuso ed è diventato "Web Manager" oppure, nei siti di commercio elettronico, "eCommerce Manager". E lo cito perché mi sembra che la parola utilizzata rifletta fedelmente il cambiamento avvenuto nel modo in cui si gestisce un sito web.
Il concetto di Webmaster connotava una certa individualità, poiché faceva riferimento alla persona che creava, manteneva e / o dava supporto a un sito web. Poteva essere così negli anni 90, agli inizi della rete o del Web 1.0 quando in generale i siti web venivano costruiti in HTML e (non sempre) CSS. Erano siti con contenuti più o meno statici e non venivano costruiti con database. Da qui la necessità della figura di un individuo o "maestro" che conoscesse il linguaggio HTML, gestisse hosting e FTP e sapesse configurare gli account di posta elettronica.
Ma a metà del decennio scorso è arrivata la "democratizzazione" di Internet con il Web 2.0: chiunque poteva creare il proprio contenuto e caricarlo sul web, fosse sotto forma di video con YouTube, come diario personale (fu l’inizio dei blog), o condividendo ciò che voleva con chi voleva, con l’avvio dei social network (MySpace). Sempre in quel periodo i grandi portali di notizie videro i vantaggi delle edizioni digitali, come l’immediatezza e la maggiore diffusione dei propri contenuti. Naturalmente il mondo del commercio non rimase indietro e iniziarono a nascere e-commerce di ogni dimensione.
Ed è qui che si vede l’impossibilità che una sola figura si faccia carico di tutti i molteplici processi che comporta un sito web medio o grande: servono conoscenze tecniche e di gestione dei sistemi per amministrare i server, serve un design attraente perché il tuo sito si distingua dagli altri, vorrai anche dotare il tuo sito di funzionalità specifiche e più avanzate di quelle permesse dal linguaggio HTML e che quindi dovranno essere sviluppate, qualcuno deve caricare contenuti (notizie, foto, video, prodotti, ecc.) con regolarità affinché gli utenti tornino sul tuo sito, naturalmente sono necessarie gestione e assistenza clienti se gestisci un negozio… E questi sarebbero solo i primi passi di un sito web, perché a un certo livello bisogna coprire aree più specifiche come le prestazioni e la velocità del tuo sito, la usabilità web o la analisi web e tutto, naturalmente, subordinato al piano di marketing online della tua azienda, di cui il Community Management e i social network faranno parte…
A causa di questa grande complessità nascono gli specialisti di ogni area. Così abbiamo individui o aziende che concentrano tutta la loro attività – e in molti casi è molta – su una sola frazione dell’universo web, diventando grandi "guru" della materia: è il caso, per esempio, del già citato poco sopra Avinash Kaushik con l’analisi web o Matt Cutts nel mondo del SEO (non a caso è il portavoce di Google). Ed ecco la domanda: chi si occupa di coordinare tutte queste aree? Lo avete indovinato: il Web Manager.
Non si tratta più di una persona che realizza l’intero sito web e dà supporto, effettuando tutti i cambiamenti richiesti dall’azienda come un uomo-orchestra, ma di una persona capace di coordinare le diverse aree o dipartimenti, comprendendo gli obiettivi e le necessità del sito e dando priorità al completamento delle attività che portino il massimo beneficio a breve, medio e lungo termine. Ed è un lavoro complesso che richiede una visione multidisciplinare di Internet e una persona che capisca cosa può apportare ogni area in ogni momento e i diversi aspetti da tenere in considerazione quando si prendono decisioni e si gestisce un sito. Dovrà inoltre avere esperienza – o almeno conoscere – i diversi strumenti esistenti per raggiungere un obiettivo concreto e restare vigile davanti agli scossoni di un mondo mutevole come Internet, dove un anno è tantissimo e le tendenze cambiano continuamente.
Infine, un aspetto desiderabile per essere un Web Manager è la capacità di guidare e coordinare progetti e team. I progetti web devono essere completati nei tempi e nelle date previste per raggiungere gli obiettivi e, se non lo sono, bisogna avere chiaro quali siano state le cause e le possibili conseguenze del ritardo o della mancata realizzazione, imparando e prendendo misure per le azioni future. Se abbiamo chiari gli obiettivi del sito e come raggiungerli, conosciamo le attività in cui si suddivide un progetto, il tempo approssimativo che comporta la loro realizzazione, definiamo traguardi e punti di controllo e assegniamo (e ottimizziamo) le risorse appropriate a ciascuna di esse, avremo garanzie di successo. Questo è l’ultimo aspetto che un Web Manager deve gestire e che lo avvicina al ruolo di Project Manager, posizione generalmente designata in aziende di natura tecnica o tecnologica ma non così legata al mondo web.
In conclusione, il Web Manager ideale dovrebbe possedere queste caratteristiche:
- Visione analitica e globale dell’azienda e del sito web
- Possedere o conoscere le risorse tecniche necessarie (linguaggi di programmazione, tecnologia dei server…)
- Possedere o conoscere le risorse creative necessarie (design e usabilità, fotografia, copywriting…)
- Ricerca dell’eccellenza (essere il numero 1 su Google, non il 2 o il 3)
- Conoscere le tendenze e dove si muove il mondo online. Intuizione.
- Essere capace di gestire progetti e risorse
Come curiosità, va detto che la prima persona a detenere il titolo ufficiale di Webmaster fu David Lowe nel 1996, dopo aver seguito studi che gli conferivano tale titolo alla Florida State University. Tuttavia, non ho trovato chi sia stato il primo a ricoprire il ruolo di Web Manager.
Siete d’accordo con me o, al contrario, aggiungereste o togliereste qualcosa?

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