Michael è il film biografico su Michael Jackson diretto da Antoine Fuqua, buon regista di film d’azione, responsabile di Training Day e della saga The Equalizer.
Inoltre è prodotto da Graham King, già dietro a Bohemian Rhapsody, quindi gli ingredienti sembrano promettenti fin dall’inizio.
D’altra parte, il film conta sulla collaborazione diretta dell’eredità del cantante: John Branca e John McClain -da non confondere con John McClane, protagonista di Trappola di cristallo– figurano tra i produttori.
Questo ha due facce: una positiva, perché gli garantisce accesso alla musica e all’ambiente dell’artista, ma aiuta anche a capire perché il film tratti Michael con tanta —troppa— cautela.
Il protagonista è Jaafar Jackson, nipote di Michael e debuttante in un ruolo cinematografico di questa portata. Al suo fianco ci sono Colman Domingo nei panni di Joe Jackson (padre di Michael) e Nia Long in quelli di Katherine (madre), oltre a Miles Teller (un attore che adoro) nel ruolo di John Branca.
La verità è che, con queste risorse, mi aspettavo che il film mi conquistasse dal primo minuto. Non è successo.
Bohemian Rhapsody, per esempio, ti catturava già nei primi dieci minuti. Michael impiega tempo a partire e comincia in modo piuttosto freddo. Detto questo, le cose migliorano parecchio quando arriva la musica, Jaafar inizia a ballare e il film diventa lo spettacolo che ci aspettavamo

Trama di Michael
Il film ripercorre la prima parte della vita di Michael Jackson: l’infanzia nei Jackson 5, il successo del gruppo, la crescita come artista e la trasformazione in una star capace di oscurare tutta la famiglia.
Ma la trama sottostante che sostiene davvero il film è molto più semplice: Michael cerca di liberarsi dal controllo del padre.
Joe Jackson dirige la carriera dei figli con una disciplina brutale. Grazie a lui raggiungono il successo, ma quello stesso controllo finisce per soffocare Michael, che deve prendere le proprie decisioni, lavorare con altre persone e costruire un’identità indipendente dalla famiglia.
Da questo punto di vista mi ha ricordato molto Una famiglia vincente – King Richard, anche se lì il padre, interpretato da Will Smith, era più onesto e decisamente più simpatico.
Quanto alla storia in sé, non ci sono molti colpi di scena sorprendenti. Tutti sappiamo, almeno a grandi linee, che cosa è poi accaduto a Michael Jackson. L’interesse sta nel vedere come il film ricostruisce quel percorso.
Jaafar Jackson è la cosa migliore del film
Jaafar Jackson somiglia moltissimo a suo zio. E non soltanto fisicamente.
I movimenti, le pose, i gesti e il modo di guardare il pubblico sono impressionanti. Quando comincia a ballare, sembra di vedere il vero Michael Jackson.
Sì, funziona meglio sul palco che nelle scene drammatiche, ma non se la cava male neppure in quelle. Aveva un compito difficilissimo e ne esce molto bene. Perciò è, senza alcun dubbio, la cosa migliore del film.
Forse spicca più di tutte l’esibizione di “Billie Jean” nello speciale Motown 25 , ma tutti i numeri musicali funzionano. Ogni volta che parte una canzone, il film acquista (molto) interesse e ti trascina.
Il problema forse è che si tratta di sequenze lunghe. Anche se sono la parte migliore dell’opera, finiscono per far percepire un po’ le oltre due ore di durata.
Colman Domingo è il contrappunto perfetto
Colman Domingo è eccellente nel ruolo di Joe Jackson.
Gli credi completamente come padre esigente, controllante e capace di giustificare qualsiasi metodo perché convinto di sapere che cosa sia meglio per i figli.
Non è semplicemente il cattivo della storia. Il film riconosce che fu fondamentale per portare la famiglia fin dove arrivò, ma rende anche chiari i danni che provocò.
Nia Long ha meno spazio nel ruolo di Katherine Jackson, ma quando parla, la si ascolta. Rende bene la condizione di una donna e di una madre messa in ombra per anni dall’autorità del marito, finché decide di non esserlo più.

Un ritratto con troppo pochi chiaroscuri
Il grande problema di Michael è che risulta fin troppo indulgente per raccontare la vita di una persona con così tanti chiaroscuri. Mai espressione fu più adatta.
La trasformazione fisica appare in modo molto sottile. Si accennano le sue insicurezze, gli interventi e la vitiligine, ma il film non approfondisce abbastanza l’impatto che ebbero sulla sua personalità né sul modo in cui il pubblico iniziò a guardarlo.
Colpisce molto anche l’ assenza di Janet Jackson. Man mano che il film procedeva, mi aspettavo che comparisse o avesse un certo peso nella famiglia, ma non succede. Janet, Randy e Rebbie sono rimasti fuori da questa versione; secondo La Toya Jackson, Janet ha rifiutato di partecipare.
E poi c’è la questione più evidente: le accuse riguardanti minori.
È vero che le prime accuse pubbliche (nel 1993) arrivarono dopo il punto temporale in cui termina il film (nel 1988, con il tour Victory Tour). Ma si è anche saputo che una versione precedente della sceneggiatura includeva quella fase e che la produzione fu modificata per eliminarla.
Questo fa sì che il finale mi lasci una sensazione molto chiara: ci devono una seconda parte più scomoda e controversa. Proprio il film che dovrebbe spiegare la fase più complicata della sua vita.
Non ho molte speranze che venga mai realizzata.
Verdetto: vale la pena vedere Michael?
Michael funziona molto bene come omaggio musicale e decisamente peggio come biografia completa.
Jaafar Jackson è fantastico, Colman Domingo è un antagonista perfetto e tutti i numeri musicali sono divertenti. Se ti piacciono Michael Jackson, il pop o i grandi videoclip, è difficile uscire delusi.
Altrimenti, il film risulta un po’ lungo e tarda a partire. Inoltre offre una versione troppo benevola di una figura complessa e finisce proprio quando dovrebbe iniziare la parte più difficile da raccontare.
In sintesi: divertente e spettacolare quando suona la musica, incompleto quando smette.
Scheda tecnica
| Dato | Informazione |
| Titolo | Michael |
| Anno | 2026 |
| Durata | 2 ore e 9 minuti |
| Regista | Antoine Fuqua |
| Cast principale | Jaafar Jackson, Colman Domingo, Nia Long, Miles Teller e Laura Harrier |
| Genere | Dramma biografico e musicale |
| Paese | Stati Uniti |
| Spoiler nella recensione | No |
Voto
Per chi è
✔️ Per i fan di Michael Jackson o quasi chiunque abbia anche solo un minimo interesse per l’artista o la sua musica.✔️ Per chi ama il pop, i concerti e i videoclip.
✔️ Per chi cerca un biopic musicale divertente e visivamente potente.
Per chi non è
❌ Per chi detesta Michael Jackson, le sue canzoni o il pop in generale.❌ Per chi si aspetta una biografia completa che approfondisca le grandi polemiche della sua vita.
❌ Per chi si aspetta un film con la forza di Bohemian Rhapsody.
Domande frequenti
Vale la pena vedere Michael?
Sì, soprattutto se ti piace Michael Jackson o ami i biopic musicali. Come spettacolo funziona meglio che come biografia.
Chi interpreta Michael Jackson?
Lo interpreta Jaafar Jackson, nipote di Michael Jackson.
Janet Jackson appare nel film?
No. La sua assenza è piuttosto evidente in un film che dedica molto spazio alla famiglia Jackson.
Il film affronta le accuse contro Michael Jackson?
Quasi per niente. La storia finisce prima di quella fase, quindi la questione resta praticamente fuori dal film.
Ci sarà una seconda parte?
Non è confermata, anche se il punto in cui termina la storia lascia materiale sufficiente per continuarla.

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