Cominciamo dalla cosa più importante: Harry Brown è un buon thriller di vendetta. Un film che non ti pentirai di vedere se il genere ti piace.
Ora, non è un film brillante, non è particolarmente originale e buona parte di ciò che succede si intuisce con una certa facilità. Ma anche così è apprezzabile.
E lo è per un motivo molto concreto: Michael Caine.
Il suo personaggio è un uomo anziano, stanco, con un passato militare e circondato da un ambiente sempre più ostile, che finisce per oltrepassare una linea che, in teoria, una persona normale non dovrebbe oltrepassare.
Da lì in poi, il film entra nel territorio del giustiziere urbano, della vendetta senza fronzoli e della violenza come risposta a un mondo che non sembra più aggiustabile.
Ha parecchio in comune con il Clint Eastwood di Gran Torino. Ma la parte sociale di quest’ultimo non è gestita altrettanto bene nel film di cui parliamo.
Perché, anche se ha uno strato di denuncia sui quartieri marginali, la delinquenza giovanile, l’abbandono amministrativo e la paura dei cittadini comuni, Harry Brown non è cinema sociale.
Non lo è perché tutta questa parte è troppo stereotipata. Il film non vuole farti pensare troppo al problema, ma farti osservare Michael Caine, capire il suo dolore e accettare che faccia ciò che crede di dover fare.
Il thriller, questo sì, è sopra la media in fatto di violenza ed è sostenuto quasi per intero da un attore che riesce a far sembrare più serio di quanto sia davvero un materiale piuttosto tipico.
È il bello dei grandi attori.

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Michael Caine, la violenza e il giustiziere in pensione
Ci sono attori che, quando invecchiano, perdono presenza. Di certo non è il caso di Michael Caine. Qui non ha bisogno di grandi discorsi né di grandi azioni. Macché. Gli basta guardare, tacere e muoversi con quella miscela di fragilità fisica propria dell’età e minaccia trattenuta di chi ha vissuto un’intera vita legata alla violenza.
Harry Brown non è un supereroe e in ogni momento è chiaro che non è un tipo invincibile. Né un anziano trasformato di colpo in una macchina per uccidere nello stile de Gli spietati (un altro del buon Clint da cui quest’opera attinge).
Il film gioca con quella stessa contraddizione: vedi un uomo anziano, consumato, vulnerabile, ma anche qualcuno che ha dentro una violenza accumulata, forse un po’ arrugginita, ma dalla quale può ancora trarre vantaggio.
È una specie di Punisher in pensione. O, se vuoi un paragone più cinematografico, un cugino di Walt Kowalski di Gran Torino.
C’è qualcosa di simile in quella figura del vecchio che guarda il mondo moderno con un misto di disagio, disprezzo e tristezza. La differenza è che Gran Torino aveva più strati e l’umanità del personaggio era più credibile. Qui tutto è disposto per spingere Harry verso la vendetta.
Il regista capisce che il suo protagonista non può essere un eroe pulito: è un antieroe, un uomo che fa cose terribili in un contesto terribile. Il film vuole che tu stia dalla sua parte, ma lascia anche un certo retrogusto scomodo: è chiaro che ciò che fa non è corretto. Ma è quasi inevitabile.
La violenza del film non è elegante né coreografata alla John Wick. Né lascia frasi lapidarie prima di premere il grilletto alla Ispettore Callaghan (toh, se ne infila un’altra del buon Clint).
È brutta, secca, sgradevole. Un po’ sulla linea di Léon. Lì il film dimostra personalità.

Il peggio di Harry Brown
Il problema più grande di Harry Brown è che quasi tutto ciò che non è Michael Caine sembra decisamente più piatto.
I personaggi secondari sono, in molti casi, quasi NPC. Sono lì per svolgere una funzione molto concreta: provocare dolore, rappresentare una minaccia, mettere ostacoli o giustificare la decisione successiva del protagonista.
Non c’è molto spazio per la sorpresa né per la sfumatura. Forse se la cava un po’ meglio la poliziotta, ma anche lì il film non si complica troppo la vita.
Personalmente non mi dà fastidio che un thriller di vendetta come questo segua una struttura riconoscibile. Sai che ci sarà un detonatore, una caduta, una decisione moralmente dubbia e un’escalation.
Il problema è che qui, in molti momenti, non stai scoprendo la storia, ma aspettando che arrivi al punto che avevi già previsto.
Con il ritratto sociale succede qualcosa di simile.
Il quartiere, i giovani violenti, la droga, le armi, la paura, la sensazione che nessuno faccia nulla… È tutto lì, ma quasi sempre in versione a pennellate grossolane. Harry Brown usa quel contesto come carburante per far avanzare la trama, ma non come vera materia di analisi. E va bene, purché sia chiaro ciò che stiamo per ottenere.
Queste scelte fanno sì che il film resti un buon rappresentante del genere, che, come ti dicevo prima, non ti pentirai di vedere, anche se probabilmente non lo consiglierai a nessuno che non sia fan di Michael Caine.
Verdetto: vale la pena vedere Harry Brown?
Sì, vale la pena vedere Harry Brown. Ma conviene guardarlo con le aspettative giuste: se cerchi un thriller di vendetta secco, violento e con un Michael Caine enorme, il film fa il suo.
Tuttavia, ci sono film migliori sulla violenza, sulla paura e sulla vendetta. E ci sono anche film più elaborati sui quartieri spezzati e sul fallimento istituzionale. Harry Brown non compete con loro.
Compete con quelli del suo genere, il thriller da giustiziere — così popolare negli anni 80 e 90 — con un attore veterano in stato di grazia. E su quel terreno se la cava piuttosto bene.
Senza essere nulla di folle, non ti penti di averlo visto.
Scheda tecnica di Harry Brown
| Campo | Dato |
| Titolo | Harry Brown |
| Anno | 2009 |
| Durata | 103 minuti |
| Regista | Daniel Barber |
| Cast principale | Michael Caine, Emily Mortimer, Charlie Creed-Miles, David Bradley, Sean Harris, Ben Drew, Liam Cunningham, Iain Glen, Jack O’Connell |
| Genere | Thriller criminale / crime / dramma |
| Paese | Regno Unito |
| Disponibile su | Prime Video / Amazon Video, secondo la disponibilità attuale |
Voto
Per chi è
✔️ Per chi vuole un thriller di vendetta diretto, cupo e senza troppi giri.✔️ Per chi si diverte a vedere Michael Caine reggere un film quasi da solo.
✔️ Per chi cerca una storia da giustiziere urbano.
✔️ Se ti è piaciuto Gran Torino.
Per chi non è
❌ Per chi cerca cinema sociale serio.❌ Per chi tollera male la violenza esplicita o sgradevole.
❌ Per chi vuole una storia sorprendente.
Domande frequenti
Vale la pena vedere Harry Brown?
Sì, vale la pena se hai voglia di un thriller di vendetta violento, diretto e molto sostenuto da Michael Caine. Non è un film imprescindibile, ma funziona.
Harry Brown contiene spoiler?
Questa recensione è pensata senza spoiler. Commenta solo la premessa generale, il tono e la valutazione del film.
Harry Brown somiglia a Gran Torino?
Ha punti in comune: protagonista anziano, ambiente ostile e conflitto tra vecchiaia, violenza e sensazione di mondo perduto. PeròHarry Brownha meno sfumature e si avvicina molto di più al thriller da giustiziere.
Harry Brown è un film violento?
Sì. La violenza è sopra la media ed è una parte importante della sua identità. Non è un film particolarmente gentile.
Dove vedere Harry Brown?
In Spagna risulta disponibile su Prime Video e Amazon Video, anche se la disponibilità può cambiare a seconda della piattaforma e del momento.
Qual è la cosa migliore di Harry Brown?
Michael Caine. Il film funziona soprattutto grazie a lui e al modo in cui trasforma Harry Brown in un antieroe stanco, fragile e pericoloso allo stesso tempo.
Qual è la cosa peggiore di Harry Brown?
La prevedibilità e gli stereotipi. Il film è efficace come thriller, ma piuttosto limitato quando prova ad appoggiarsi a una lettura sociale più ampia.

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