Se da un po’ di tempo gestite campagne Google Ads di qualunque tipo (AdWords, Shopping o Display), è possibile che vi siate imbattuti (o scontrati) con il parametro GCLID. Ma sai davvero cos’è, come si attiva o come verificare che funzioni correttamente?
In questo articolo spiegheremo tutto nel modo più semplice che conosco. Inizieremo con un’introduzione e una spiegazione dei concetti di base (se li conosci già puoi saltarla e andare direttamente al punto 4) per entrare nel vero obiettivo del post, cioè spiegare tramite un caso reale come rilevare il problema e controllare che la soluzione funzioni correttamente nel modo più semplice.
Ci mettiamo al lavoro?
Aggiornamento maggio 2025:
Anche se la teoria spiegata qui sotto è ancora totalmente valida (e dovresti leggerla per capire tutto bene), la verità è che sono passati 4 anni da quando ho scritto l’articolo.
Questo ha fatto sì che, per esempio, l’estensione Tag Assistant che usiamo per testare il parametro sia cambiata.
Per questo ho registrato un video con il processo attuale, che è quello che trovi qui sotto.
Detto questo, prima di vederlo ti consiglio vivamente di dare un’occhiata al contenuto testuale originale, perché ti servirà per contestualizzare meglio tutto ciò che spiego nel video.
E un altro consiglio che ti racconto alla fine del video ma che non compare nel testo dell’articolo originale:
Alla data odierna e viste le difficoltà che browser, dispositivi ed estensioni aggiungono ogni giorno al tracking analitico e pubblicitario, se usi Google Ads devi taggare le tue campagne in doppio modo:
- Usando il tracking automatico di Google Ads.
- Aggiungendo il tagging con UTM in tutti gli URL.
È il modo per migliorare il monitoraggio delle tue campagne Google Ads in Google Analytics.
Con questo, chiudo l’aggiornamento dell’articolo. Sotto trovi il testo originale, i cui concetti sono ancora totalmente validi.
Índice de Contenidos del Artículo
Concetti sul parametro GCLID e sul tagging automatico delle campagne
Prima di iniziare con il caso vero e proprio, conviene ripassare alcuni concetti che useremo più avanti nel corso dell’articolo. La prima cosa è spiegare in cosa consiste il tagging automatico di Google Ads, che è la funzione che genererà il parametro GCLID.
Il tagging automatico in Google Ads
Cos’è
Come possiamo leggere nella pagina di supporto di Google, il tagging automatico è una funzione di Google Ads che aggiunge il parametro GCLID (Identificatore del clic di Google) a tutti gli URL dell’account. Questo parametro permette di condividere informazioni sui clic tra i diversi strumenti di marketing di Google, in particolare tra Google Ads e Google Analytics.
Come si abilita
Va sottolineato che di default è disattivato in tutti gli account e che siamo noi, volontariamente, a doverlo abilitare. Per farlo, andiamo nell’ account Google Ads in cui vogliamo attivarlo e, una volta lì, entriamo nella configurazione, come mostrato nell’immagine:

Inoltre, dovremo collegare gli account Google Analytics e Google Ads tra i quali vogliamo condividere informazioni dalla amministrazione della proprietà di Google Analytics:

Quali vantaggi offre
Principalmente poter importare metriche da uno strumento all’altro, incorporando così la Frequenza di rimbalzo o il Tempo sulla pagina -proprie di Google Analytics- nei report di Google Ads:

Allo stesso modo, avremo Impression o Clic (propri di Google Ads) nei report di Analytics:

Avere la visione End to End degli utenti che cliccano sui nostri annunci e sapere cosa fanno infine sul nostro sito (rimbalzo, conversioni…) è ovviamente qualcosa di piuttosto indispensabile, non vi pare?
Il parametro GCLID
Ora che sappiamo in cosa consiste il tagging automatico, vediamo come lo esegue Google, cioè tramite questo famoso parametro.
Cos’è, in cosa consiste
Come dicevamo prima, il GCLID è un parametro unico che Google aggiunge a tutti gli URL delle campagne Google Ads -sempre che abbiamo attivato il tagging automatico, non dimentichiamolo- e che permette lo scambio di informazioni tra le piattaforme di marketing dell’azienda.
L’URL della campagna si trasformerebbe così:
- URL originale che aggiungiamo alla campagna: https://www.yopongoelhielo.com/es/3-whisky
- Esempio di URL parametrizzato da Google: https://www.yopongoelhielo.com/es/3-whisky?gclid=123456789
La parte in grassetto dell’URL precedente è ciò che Google aggiunge al nostro URL originale: il GCLID. Questo valore è unico per ogni clic e gli permette di avere associati determinati valori.
Cosa fa davvero
Il GCLID aggiunto in Google Ads viene identificato in Google Analytics, che aggiungerà le seguenti dimensioni alla sessione dell’utente:
- Fonte
- Mezzo
- Campagna
- Gruppo di annunci
- Keyword
- Termine di ricerca
- Corrispondenza
- Tipo di dispositivo
- E qualche altra ancora
Vantaggi
Il vantaggio principale di averlo attivato è la comodità: in questo modo ci risparmiamo di dover aggiungere i parametri UTM a tutti gli URL della campagna, evitando inoltre errori di errori di battitura, tagging errato o persino di dimenticarci di aggiungere il tracking della campagna. In generale, il suo utilizzo è molto consigliato.
Come si attiva
Attivando il tagging automatico come abbiamo commentato nel punto precedente è sufficiente. Non devi fare nient’altro perché il parametro GCLID venga aggiunto agli URL delle tue campagne.
Con questo chiudiamo la sezione introduttiva e ci addentriamo nel cuore della questione: il caso di esempio. Mi accompagni?
Il problema rilevato
Una volta chiariti i concetti di base, entriamo nel caso reale che ci servirà da esempio. In Yo pongo el hielo avevamo attive da parecchio tempo varie campagne AdWords e volevamo lanciare una campagna Google Shopping.
Non avevamo mai avuto problemi di tagging con AdWords, ma controllando i dati della campagna Shopping ci siamo trovati davanti a questo:
Google Analytics
Vediamo che nei report di Analytics non ci apparivano le metriche proprie della piattaforma, al contrario del resto delle campagne AdWords:
Google Ads
Beh, se in Analytics non compaiono, non importa: le guardiamo in Google Ads e via, abbiamo pensato. Che ingenui!

Come possiamo vedere, né Google Analytics né Google Ads ci offrivano le metriche di rendimento degli utenti provenienti dalla campagna Shopping sulla pagina. E questo, quando stai investendo denaro, è un problema importante.
La soluzione manuale: workaround
Non volevamo fermare la campagna. Abbiamo verificato che tutto fosse configurato correttamente nelle tre piattaforme: a Google Ads e Analytics abbiamo aggiunto la revisione in Google Merchant, la piattaforma di Google per la gestione del catalogo prodotti di Shopping. È il luogo da cui si caricano i feed ed è quindi imprescindibile per lavorare su questo canale. Non abbiamo trovato nulla di errato in nessuna configurazione delle piattaforme.
Allora abbiamo valutato quali opzioni avevamo: qui Analytics e Merchant sono stati nostri amici. Attenzione: questa soluzione è stata una toppa mentre scoprivamo cosa stava succedendo e NON è quella definitiva (quella buona è più sotto, al punto 4).
Aggiungendo un parametro al feed
La prima cosa che abbiamo fatto è stata aggiungere un parametro con cui identificare in Google Analytics il traffico proveniente da Shopping:
- URL originale: https://www.yopongoelhielo.com/es/1714-salitos-blue.html
- URL parametrizzato da noi: https://www.yopongoelhielo.com/es/1714-salitos-blue.html?from=GS
Aggiungendo quel parametro a tutti gli URL del feed prodotti abbiamo già identificato il traffico di quel canale.
Filtro avanzato in Google Analytics
Successivamente, abbiamo aggiunto un filtro avanzato nella vista di Analytics per cambiare il Mezzo del traffico proveniente da Shopping (di default Analytics lo rilevava come traffico organico):
In questo modo, nei report di Analytics potevamo già avere un po’ più di info:

Segmento in Google Analytics
Ma volevamo qualche informazione in più sugli utenti di Shopping, quindi con questa configurazione abbiamo creato anche un segmento per identificarli e così poter vedere il loro comportamento:
E questo è il risultato:
Ok, dopo questo workaround di un paio d’ore di lavoro avevamo già le informazioni necessarie, ma è una soluzione ottimale? Crediamo di no: serve solo a cavarsela mentre indaghiamo la radice del problema. Ed è questo che abbiamo fatto.
La soluzione corretta
Dopo aver indagato le possibili cause per cui non ricevevamo correttamente i dati di Shopping in Analytics, abbiamo escluso che fosse un problema di collegamento tra account, dato che il resto delle campagne AdWords dello stesso account Google Ads funzionava normalmente.
Con il tagging automatico così com’era, restava da verificarne il funzionamento, e per questo abbiamo analizzato cosa succedeva con il parametro GCLID.
Verifica e test del parametro GCLID
Per verificare cosa stava accadendo con il GCLID sul nostro sito ci siamo serviti dell’estensione Tag Assistant per Google Chrome:
Installazione di Tag Assistant
La prima cosa è andare alla pagina dell’estensione:

La installiamo e andiamo all’URL che vogliamo analizzare, che ovviamente dovrebbe essere uno di quelli inclusi nel feed di Shopping. Nel nostro caso è stato il seguente:
- https://www.yopongoelhielo.com/es/1714-salitos-blue.html?from=GS
Verifica del GCLID
Successivamente apriamo l’estensione Tag Assistant e la attiviamo:
Aggiungiamo all’URL un parametro GCLID di prova, che resterà così:
https://www.yopongoelhielo.com/es/1714-salitos-blue.html?from=GS&gclid=test1234
Abbiamo aggiunto i caratteri in grassetto. Il valore del parametro ce lo siamo inventato, potrebbe essere un altro, per esempio:
- gclid=test
- gclid=123456
- gclid=elqueyoquiera
Ricarichiamo la pagina con l’estensione attivata e vediamo tutti i tag di Google che abbiamo implementati nell’URL:
Come si può apprezzare, noi ne abbiamo implementati parecchi. In progetti più semplici forse ne vedrete qualcuno in meno.
Clicchiamo sul tag dell’account Analytics che abbiamo collegato con Ads e in cui non riceviamo i dati. Nel nostro caso è il tag numero tre. Vedremo qualcosa del genere:
E ora comincia la magia.
Rilevamento del problema
Clicchiamo su "Page Request":
Una volta dentro, clicchiamo su URL:
Infine, elenchiamo i parametri dall’icona in alto a destra e ci fissiamo su quello chiamato "dl":
Voilà! Eccolo qui. Vediamo che il parametro "from=GS" si mantiene ma il GCLID è scomparso. Ed è questo il problema, perché se il tag di Analytics non lo riceve, non è in grado di assegnare alla sessione i valori di Google Ads che le corrispondono.
Ora sappiamo dove sta l’errore. Adesso bisogna capire perché sta accadendo e come correggerlo.
Sviluppo della soluzione
Guardando l’URL nel dettaglio, vediamo che quello che avevamo caricato nel browser era:
- https://www.yopongoelhielo.com/es/1714-salitos-blue.html?from=GS&gclid=test1234
E quello che ha ricevuto il tag di Analytics è:
- https://www.yopongoelhielo.com/es/alcopop/1714-salitos-blue.html?from=GS
Guardando le parti in grassetto vediamo che, oltre a perdere il parametro per strada, è stata aggiunta una directory all’URL, "/alcopop/". Cosa significa? Beh, che l’URL di prodotto che passiamo a Shopping ha un redirect, che aggiunge la categoria del prodotto.
I redirect sono molto pericolosi in generale e per i parametri e Google in particolare e, in questo caso, fanno perdere il GCLID. Fortunatamente la soluzione è semplice: basta rigenerare correttamente gli URL del feed, aggiungendo la categoria.
Test della soluzione
Una volta risolto, toccherà testarlo di nuovo. Per farlo andremo a uno qualsiasi dei nuovi URL del feed (che contengono già la categoria) e gli aggiungiamo un GCLID di test:
- https://www.yopongoelhielo.com/es/alcopop/1714-salitos-blue.html?from=GS&gclid=testfinal
Vediamo cosa ci mostra ora il nostro amico Tag Assistant:

Vediamo che il parametro dl ora non perde più il GCLID, perché abbiamo tolto il redirect che lo eliminava.
E una volta risolto, cosa succede in Google Analytics? Te lo mostro:

E in Google Ads?

Beh, sembra che il problema sia già risolto. Secondo me, l’aspetto importante del caso è stato scoprire la causa (la caduta del GCLID) e il processo di indagine tramite Tag Assistant, voi come la vedete? Conoscevate questo sistema? Ne usate uno migliore o più semplice?
Infine, spero che se un giorno vi troverete in una situazione simile, questa mini guida vi sia d’aiuto. L’ho creata con questo obiettivo.
Ci leggiamo presto.
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