Good Luck, Have Fun, Don’t Die è quello che succederebbe se Idiocracy, Black Mirror e Terminator si mettessero insieme per fare un figlio… e nessuno imponesse loro alcun tipo di limite.
E questo è un bene. E, allo stesso tempo, è anche il problema.
Perché il film è un caos totale, ma un caos interessante. Ora vedrai perché lo dico.
Cominciamo dalla trama, che è probabilmente la parte più prevedibile dell’insieme.
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Trama
Ci troviamo in un futuro prossimo in cui, in quella che sembra una normale tavola calda degli Stati Uniti, entra un -apparente- senzatetto armato di esplosivi e dicendo di venire dal futuro per salvare il mondo da un’IA superintelligente che lo tiene sotto controllo.
Non ti sto spoilerando nulla, perché questo accade nei primissimi istanti del film, per poi passare a spiegarci quel futuro distopico in cui vivono i protagonisti, tutti persone presenti nella tavola calda nel momento in cui il protagonista fa la sua comparsa.
Così abbiamo professori delle superiori terrorizzati da studenti incollati al telefono, dirigenti che non mettono in discussione il sistema, una ragazza con una malattia rara…
Un gruppo eterogeneo che deve aiutare -per forza- il nostro protagonista a raggiungere il suo obiettivo.
A partire dai passati di ciascuno e dalle situazioni proposte dalla trama, otteniamo un mix di distopia, satira e assurdo in cui i personaggi cercano di muoversi in un sistema che amplifica i problemi invece di risolverli.
Un totum revolutum di idee
Perché prima ti ho parlato di Idiocracy, Black Mirror e Terminator, ma quest’opera prende in prestito idee anche da molte altre.
Non sarà difficile trovare riferimenti (o plagi, a seconda di come la vedi) a Edge of Tomorrow – Senza domani, Ready Player One, Matrix, Akira, L’esercito delle 12 scimmie, Better Call Saul e persino Toy Story.
Per non parlare del fatto che perfino la stessa struttura del titolo -divisa in tre sezioni- sembra presa in prestito dal film premio Oscar Everything Everywhere All at Once.
Senza alcun pudore, il film prende idee da molte opere -quelle citate e varie altre che tralascio-, le butta in una pentola e le mescola sperando che ne esca un brodo appetibile al palato.
E, sorprendentemente -almeno per me- ci riesce.
Perché il film ha quell’energia costante da “qui c’è qualcosa” che ti tiene dentro, anche quando comincia a traboccare di tutte le idee che vuole fondere.
Forse perché ciò che propone (l’IA superpotente, la dipendenza da cellulari e tecnologia, decisioni umane mediocri amplificate dalla tecnologia) si collega al nostro presente e perché né la sua scienza né la sua finzione sembrano così lontane dalla nostra realtà, pur essendo spinte fino all’assurdo.
Ma il problema è che non sa fermarsi.
Accumula idee una sopra l’altra come se ognuna fosse troppo buona per restare fuori. All’inizio questo aggiunge, ma alla fine satura. Soprattutto quando, all’improvviso, compare un gatto gigante senza un motivo troppo chiaro.
Non sembra un difetto, ma piuttosto una dichiarazione d’intenti. Il film non cerca di essere coerente, ma eccessivo.
Conclusioni
Se ti prende il suo stile, funziona. Perché è divertente, ha ritmo e idee forti (proprie o prese in prestito). Ma dura anche più del necessario. Avrebbe potuto tagliare un bel po’ di minutaggio.
Nonostante tutto, vale la pena.
Perché nel nostro contesto attuale, in cui molti film sono progettati per non disturbare (per gli “offesini”, direbbe qualcuno), questo decide di rischiare.
Non è un grande film. Ma è più interessante della maggior parte di quelli che giocano sempre sul sicuro.
PS: mi sorprende, e molto, che non l’abbia prodotto A24, vista la traiettoria della casa di produzione.
Scheda tecnica
| Campo | Dato |
|---|---|
| Titolo | Good Luck, Have Fun, Don’t Die |
| Anno | 2025 come anno di scheda / 2026 come uscita commerciale |
| Regia | Gore Verbinski |
| Sceneggiatura | Matthew Robinson |
| Cast principale | Sam Rockwell, Haley Lu Richardson, Michael Peña, Zazie Beetz, Asim Chaudhry, Tom Taylor, Juno Temple |
| Musica | Geoff Zanelli |
| Fotografia | James Whitaker |
| Montaggio | Craig Wood |
| Produzione | Gore Verbinski, Robert Kulzer, Erwin Stoff, Oliver Obst, Denise Chamian |
| Case di produzione | Constantin Film, Blind Wink Productions, 3 Arts Entertainment |
| Distribuzione | Briarcliff Entertainment |
| Durata | 134 minuti / 2 h 14 min |
| Genere | Fantascienza, commedia, azione, satira tecnologica |
| Paese | Stati Uniti e Germania |
| Lingua originale | Inglese |
| Uscita nelle sale USA | 13 febbraio 2026 |
| Uscita in Spagna | 3 aprile 2026 |
| Classificazione | R negli Stati Uniti |
Voto
Per chi è
✔️ Fantascienza satirica: questo stile ti deve piacere.✔️ Se ti piacciono i film con personalità, anche quando sono imperfetti.
Per chi non è
❌ Per chi cerca una struttura solida e una coerenza totale.❌ Se l’eccesso ti dà fastidio.
Domande frequenti
Di cosa parla il film?
Una storia di fantascienza in un futuro prossimo in cui un presunto viaggiatore del tempo irrompe in una tavola calda per impedire a un’IA di dominare il mondo. Da lì, mescola distopia, satira e assurdo con un gruppo di personaggi intrappolati in quella situazione.
È un film serio o piuttosto umoristico?
È entrambe le cose. Ha una base di fantascienza distopica, ma viene trattato con umorismo, ironia e momenti assurdi. Non cerca di prendersi troppo sul serio.
Somiglia ad altri film o serie?
Sì, continuamente. Ha chiari echi di molteplici riferimenti di fantascienza, viaggi nel tempo e satira sociale. Parte del suo fascino (e della sua debolezza) è proprio questa miscela eccessiva.
È facile da seguire?
Non particolarmente. L’idea principale è chiara, ma l’accumulo di concetti e situazioni lo rende a tratti caotico.
Qual è la cosa migliore del film?
La sua energia. Propone sempre qualcosa e mantiene vivo l’interesse. Inoltre tocca temi attuali come l’IA o la dipendenza tecnologica in modo riconoscibile.
E la peggiore?
Non sa fermarsi. Introduce troppe idee senza filtrarle e questo finisce per saturare. Inoltre dura più del necessario.
È un buon film?
Non è eccellente, ma è interessante. È al di sopra di molti film più prudenti ma dimenticabili.
Per chi è questo film?
Per chi ama la fantascienza con satira, i film con personalità e le storie che rischiano anche quando non sono perfette.
Per chi NON è?
Per chi cerca coerenza totale, struttura classica o viene infastidito dall’eccesso narrativo.
Vale la pena vederlo?
Sì, se apprezzi idee, ritmo e rischio più della perfezione tecnica. Non è rotondo, ma è stimolante.

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